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DONNA E' BELLO?

Mimosa

8 marzo: festa delle donne. Cortei con slogan significativi: "Vogliamo far fiorire i deserti", "Vogliamo vivere gioiosamente". Mimose distribuite in ricordo.

COSA DICE LA BIBBIA

Un'interpretazione di Charles Darwin le vuole intellettualmente inferiori agli uomini. Un contemporaneo di questi, Gustave Le Bon, le definì: "La forma più bassa dell'evoluzione umana". In tempi recenti proprio una donna ha osservato "se c'è solo la differenza di un cromosomo (48) tra maschio e femmina, perché le donne devono essere trattate come oggetti sessuali e gli uomini come persone?". In molte nazioni è ancora così. Tra certi beduini, quando le mogli partoriscono, c'è l'uso che qualcuno deve andare a portare la notizia. Il neo papà ricambierà con un dono e sacrificherà una pecora o offrirà un banchetto. Se nascerà una femmina, non si dirà né si offrirà niente. I giornali indiani continuano a riferire di bambini abbandonati, soprattutto femmine; sono considerate svantaggiose economicamente. Naturalmente non è in ogni luogo così. In occidente e altrove ha raggiunto la parità dei diritti. Quasi tutte le professioni le sono aperte. Ormai "liberata", può vivere la sua femminilità e quindi matrimonio e maternità senza privarsi del diritto al lavoro.

LA DONNA IERI

A marzo si ricorda la donna per l’incidente occorso nell’industria tessile Cotton di New York nel 1908, in cui 129 operaie persero la vita.

La sua posizione sociale è stata diversa secondo i paesi. In genere la donna ebrea è stata più emancipata che in altre nazioni.

Poteva offrire sacrifici personali e pregare: "Vi rallegrerete davanti al SIGNORE vostro Dio, voi, i vostri figli, le vostre figlie, i vostri servi, le vostre serve e il Levita che abiterà nelle vostre città; poiché egli non ha né parte né proprietà tra di voi" (Deuteronomio 12:12); "e distribuí a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d'Israele, uomini e donne, un pane per uno, una porzione di carne e un grappolo di uva passa. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua" (II° Samuele 6:19).

Partecipare ai culti e al pasto sacro: "Nel giorno in cui Elcana offrí il sacrificio diede a Peninna, sua moglie, e a tutti i figli e a tutte le figlie di lei le loro parti" (1Samuele 1:4).

Svolgeva anche delle funzioni negli affari pubblici "Poi fece la conca di rame e la sua base di rame, servendosi degli specchi delle donne che venivano a gruppi a fare il servizio all'ingresso della tenda di convegno" (Esodo 38:8).

Fu grazie ad una generale atmosfera di rispetto sociale del gentil sesso che negli anni si manifestarono personalità come le profetesse Miriam, Culda che fu consultata dal re Giosia, Debora che fu pure giudice d'Israele.  

"Allora Maria, la profetessa, sorella d' Aaronne, prese in mano il timpano e tutte le donne uscirono dietro a lei, con timpani e danze" (Esodo 15:20).

"Chilchia e quelli che il re aveva designati andarono dalla profetessa Culda, moglie di Sallum, figlio di Tocat, figlio di Casra, il custode del vestiario. Lei abitava a Gerusalemme, nel secondo quartiere; e quelli le parlarono nel senso indicato dal re" (II Cronache 34:22).

"Lei sedeva sotto la palma di Debora, fra Rama e Betel, nella regione montuosa di Efraim, e i figli d'Israele salivano da lei per le controversie giudiziarie" (Giudici 4:5).

Davide ritenne il consiglio di Abigail che gli evitò la colpa del sangue.

La posizione della donna ebrea si rafforzava comunque con la maternità, soprattutto con la nascita dei maschi. I figli dovevano onorarla quanto il padre. Se nubile doveva mantenersi vergine fino al matrimonio: "Ma se la cosa è vera, se la giovane non è stata trovata vergine, allora si farà uscire quella giovane all'ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà a morte, perché ha commesso un atto infame in Israele, prostituendosi in casa di suo padre. Cosí toglierai via il male di mezzo a te" (Deuteronomio 22: 20,21). Se sedotta con la sua volontà, doveva essere lapidata: "Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, si corica con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città, e li lapiderete a morte: la fanciulla, perché, essendo in città, non ha gridato; e l'uomo, perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Cosí toglierai via il male di mezzo a te" (Deuteronomio 22:23,24). Se stuprata, dovevano seguire nozze riparatrici obbligatorie: "Quando un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, e l'afferra e si corica con lei e sono sorpresi, l'uomo che si è coricato con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d'argento e lei sarà sua moglie, perché l'ha disonorata; e non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita" (Deuteronomio 22: 28,29). Se sposata, il suo tradimento era adulterio, quello del marito no: "Quando si troverà un uomo coricato con una donna sposata, tutti e due moriranno: l'uomo che si è coricato con la donna, e la donna. Cosí toglierai via il male di mezzo a Israele" (Deuteronomio 22:22).

Inoltre, non poteva chiedere il divorzio ed era legalmente un bene del marito. Su lei cadeva il peso del codice di moralità sessuale. In Assiria la donna era trattata come e peggio delle bestie. In Israele poteva possedere la sua dote, che però era amministrata dal marito. In Babilonia poteva acquistare beni, stipulare contratti e avere parte all'eredità del marito. In Egitto poteva essere anche capofamiglia.

DIO E' MASCHILISTA?

La religione è spesso presa di mira negli ambienti femministi. E' ancora ricordata la frase che Helen Reddy pronunciò nell'accogliere il famoso premio Grammy: "Voglio ringraziare Dio perché ha reso possibile ogni cosa". Si è trovato da ridire sul pronome biblico che Lo indica spesso: "Egli".  In realtà "Dio è spirito e quelli che l' adorano bisogna che lo adorino in spirito e verità". Il Suo ruolo è descritto come maschile e femminile: "Nondimeno Tu sei nostro Padre ... il Tuo nome in ogni tempo è Redentor nostro" (Isaia 63:16) e " ... sarete allattati, sarete portati in braccio, carezzati sulle ginocchia. Come un uomo consolato da sua madre, così Io vi consolerò" (Isaia 66:12,13).

Il femminismo spesso è contrario anche al matrimonio come istituzione divina. Soprattutto contro il concetto di Dio della famiglia. E' considerato ingiusto che abbia costituito l'uomo come capo e la moglie come soggetta al marito. Pochi si sono accorti che ad ambedue i partner disse: "Dio li benedisse; e Dio disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra" (Genesi 1:28). Inoltre a proposito della creazione della donna leggiamo: "Dio il SIGNORE, con la costola che aveva tolta all'uomo, formò una donna e la condusse all'uomo" (Genesi 2:22). Pietro Lombardo secoli fa commentò questo così: "Eva non fu presa dai piedi di Adamo per essere sua compagna". Comunque l'insegnamento biblico è: "Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, Lui, che è il Salvatore del corpo." (Efesini 5:22,23). I cristiani lo sanno, la signoria di Cristo è dolce, non è prevaricatrice. Come Dio è il capo di Cristo eppure Gesù è uguale al Padre, così è la donna con l'uomo. C'è diversità di ruoli e identità di posizione: "Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesú" (Galati 3:28).

ESSERE DONNA OGGI

Raggiunta la parità dei diritti, quasi tutte le carriere si sono schiuse dinanzi alla donna. Spesso si pone il dilemma lavoro si, lavoro no. Ci si chiede: l'impegno nel mondo lavorativo mi consentirà di essere una buona moglie e mamma?

E' innegabile che la donna che lavorerà cambierà il modo di vivere suo e della famiglia. Quelle che vivevano per pulire e preparare cibi, puliranno e prepareranno cibi per vivere. Saranno costrette a due lavori, fuori e dentro casa. Diverse potrebbero trovarsi il coniuge ingelosito. Dei ricercatori credono che può accadere sia se il suo reddito supera quello del marito, sia se semplicemente lavora. Uno studio ha costatato che gli uomini possono accettare più facilmente il lavoro della moglie se questo è un impiego tradizionalmente femminile. Altro problema connesso al lavoro della donna è lo stress. Uno psicologo lo addebita a questo: "Il senso di colpa perché non fanno abbastanza, perché non sono mogli e madri così brave come lo era la LORO madre". In ogni caso i problemi saranno minori se il lavoro sarà di tipo part-time o una libera professione senza vincoli di orari o soltanto di mattino. Forse la donna sposata dovrebbe domandarsi: perché voglio lavorare? Siamo veramente nel bisogno? Quale costo emotivo e spirituale pagherò? Gesù riteneva sensato fare i calcoli prima di intraprendere qualcosa: "Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire?" (Luca 14:28). A queste domande si dovrà rispondere insieme al proprio coniuge; i problemi futuri saranno così affrontati in due. Abramo non si vergognò di collaborare Sara nell'offrire cibo ai visitatori celesti: "Allora Abraamo andò in fretta nella tenda da Sara e le disse: Prendi subito tre misure di fior di farina, impastala e fa' delle focacce. Poi Abraamo corse alla mandria, prese un vitello tenero e buono e lo diede a un suo servo, il quale si affrettò a prepararlo. Prese del burro, del latte e il vitello che era stato preparato, e li pose davanti a loro. Egli se ne stette in piedi presso di loro, sotto l'albero, e quelli mangiarono". (Genesi 18:6-8). Così dovrebbero essere disposti i mariti.

Un altro suggerimento è di impegnare i figli con incarichi specifici loro possibili. Naturalmente il lavoro femminile genererà anche prosperità economica, opportunità per la testimonianza cristiana di penetrare in nuovi ambienti e collaborare in misura maggiore con i bisogni dell'opera di Dio versando decime e offerte più consistenti per l'Opera di Dio.

LA DONNA CRISTIANA

Che lavori o no, la donna cristiana sa che Dio ha per lei un ruolo comunque soddisfacente. Riguardo a certe affermazioni dell'apostolo Paolo come "il capo della donna è l'uomo" e altre, bisogna comprendere che la Comunità Cristiana primitiva non è stata rivoluzionaria nel campo socio-politico: "Ognuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato", era la regola sociale.

 In generale, si può comunque affermare che il Nuovo Testamento esalta una tendenza al ritorno alla condizione edenica. Con la morte e resurrezione di Gesù tutto cambia, in potenza è dato il rimedio a peccato e conseguenze. Quella parità stabilita da Dio nel giardino terrestre e smarrita nei secoli, viene ridonata attraverso l'opera di salvezza in Cristo. Il Cristo che non disdegnò di parlare con la donna samaritana e di essere assistito da donne ricche e povere, volle insegnare qualcosa. Anch'esse sono coeredi della grazia divina. Donne che si convertono sono annotate da Luca negli Atti e chiamate sorelle, come gli uomini fratelli. Le epistole bibliche le mostrano  impegnate nel diaconato: "Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea" (Romani 16:1). Occupate nell'esercizio carismatico: "ma ogni donna che prega o profetizza senza avere il capo coperto fa disonore al suo capo, perché è come se fosse rasa" (I Corinzi 11:5). Dedite al progresso dell'Evangelo: "Ora, fratelli, voi conoscete la famiglia di Stefana, sapete che è la primizia dell'Acaia, e che si è dedicata al servizio dei fratelli" (1 Corinzi 16:15).

La moglie cristiana santifica il marito non  credente: "perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre ora sono santi" (1 Corinzi 7:14).

La coppia è biblicamente su un piano di reciprocità: "ma, per evitare le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l'uno dell'altro, se non di comune accordo, per un tempo, per dedicarvi alla preghiera; e poi ritornate insieme, perché Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza" (I Corinzi 7:2-5).

 "Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù".

 

     
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