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Rocca Eterna

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Titolo originale Rock of Ages. È stato definito "l'inno che incontra i bisogni spirituali di tutti gli uomini". Augustus Montague Toplady Fu scritto dall'inglese Augustus Montague Toplady (4 novembre 1740 - 11 agosto 1778). Intorno alla composizione di quest'inno si è creato un alone leggendario.

Secondo la tradizione, Toplady lo avrebbe scritto durante un viaggio nella campagna inglese, mentre rientrava a Blandon, dove era pastore. In seguito a un improvviso diluvio, si sarebbe riparato nello squarcio di una rocca presso Burrington Combe, nel nord Somerset, in Inghilterra. Aspettando che finisse il temporale, Toplady, trovò per caso una carta da gioco, sulla quale avrebbe scarabocchiato i primi versi dell'inno.

Un'altra versione alimenta ulteriormente la leggenda e riferisce che, mentre era all'interno della rocca, Toplady avrebbe materialmente scritto l'inno. Tuttavia pare che il particolare della rocca sia spuntato a distanza di ben 70 anni dalla morte di Toplady.

Sembrerebbe quindi più verosimile che egli abbia composto l'inno semplicemente prendendo spunto dall'idea di Dio nostra Rocca, un tema molto frequente nei suoi sermoni. Quando fu scritto Rocca Eterna? Anche la data è avvolta dal mistero. Sul Gospel Magazine, una piccola rivista mensile, tra settembre e dicembre del 1775, uscì un articolo intitolato Life of a Journey, alla fine del quale appariva la strofa


Rock of Ages, cleft for me

Let me hide myself in Thee

Foul, I to the fountain fly

Wash me Savior, or I die.[1]


L'articolo era a firma di Minimus, uno degli pseudonimi di Toplady. Nel marzo del 1776, su quello stesso periodico,[2] fu pubblicato un altro articolo, stavolta recante le iniziali A.T. (Augustus Toplady), contenente le 4 strofe di Rocca Eterna.

Quindi l'inno, che la leggenda vorrebbe scritto tra il 1762 e il 1764 nella rocca di Burrington Combe, con tutta  probabilità non vide la luce prima del 1775 e cioè 12 anni dopo che Toplady aveva lasciato quella zona. Su questo particolare, il suo ultimo biografo[3] commentò: «Il fatto che l'inno non sia stato diffuso che molto tempo dopo è irrilevante, in quanto Toplady rese pubblici molti dei suoi inni solo anni dopo averli composti».

Ad ogni modo, il fatto importante è che Toplady aveva fatto di Cristo il suo rifugio eterno. Thomas Hastings

La melodia dell'inno fu poi composta da Thomas Hastings, afflitto da problemi di vista perché albino, nel 1830. Toplady morì a soli 38 anni a causa di una tubercolosi contratta 2 anni prima, andando a cercare conforto eterno nella Rocca delle Età.

Sentendo l'approssimarsi della morte, disse: "O che giorno luminoso è stato questo per me! Non ho parole adatte per dirlo! È inesprimibile. Amici miei, quanto è buono Iddio!"

Nel giorno della sua dipartita, fu udito dire: "Vieni, Signore Gesù, vieni presto!". Riteneva di non poter rimanere più sulla terra, dopo aver contemplato le glorie che Dio gli aveva mostrate.

 

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[1] Rocca Eterna, squarciata per me, fammi nascondere in Te. Impuro, vengo alla fonte, lavami o Salvatore, o muoio.

[2] Di cui il Toplady nel frattempo era diventato editore.

[3] Wright Thomas, Life of A. M. Toplady, pag. 43.

     
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