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III

Movimenti di Risveglio dalla Riforma al XVIII secolo

 La Riforma

La Riforma è un Movimento religioso del XVI secolo, che è all'origine del protestantesimo.

Iniziò nel 1517 con la circolazione di 95 tesi di Martin Lutero, che discutevano principalmente il valore delle indulgenze.

 Martin Lutero (1483-1546)

Martin Lutero

Martin Lutero nacque in Sassonia nel 1483 da una famiglia di umili condizioni dalla quale ricevette un'educazione molto rigida e religiosa. Studiò all'università di Erfurt, dove per la prima volta lesse la Bibbia, e dove si laureò in teologia. Entrò dopo sette anni nel convento agostiniano della città e lì fu ordinato monaco. Nel 1508 iniziò ad insegnare all'università di Wittemberg e dopo alcuni anni tenne le sue prime lezioni sullo studio dei Salmi e successivamente sulla Lettera ai Romani.

Fu proprio durante gli anni di insegnamento a Wittemberg che Lutero approfondì il rapporto tra l'uomo e Dio allontanandosi sempre più da quella che era la visione della Chiesa Cattolica.

Il pensiero luterano di grazia e di fede era in netto contrasto con l'idea rinascimentale dell'uomo artefice del proprio destino e della propria salvezza, sostenuta dal papato; questi infatti dichiarava che la Chiesa, quale istituzione terrena, fosse l'unica a poter mediare tra Dio e l'uomo nel cammino dell'espiazione dei peccati, che poteva avvenire solo attraverso le pratiche espiatorie prescritte dalle autorità ecclesiastiche, ad esempio per mezzo delle indulgenze. Per capire cosa fossero queste ultime bisogna sapere che secondo la dottrina Cattolica il peccato è costituito dalla "colpa" e dalla "pena"; la colpa si cancella attraverso il sacramento della penitenza, la pena è necessaria per soddisfare la giustizia divina offesa dal peccato. Dunque oltre al pentimento ci devono essere delle "prove" concrete che questo sia avvenuto. Le indulgenze, dunque erano delle amnistie concesse dal Papa il quale riconosceva attraverso di esse un merito per chi le acquistava verso Gesù e Maria. Proprio in base a questo merito acquisito, la Chiesa diminuiva o in tal casi cancellava la pena del peccatore. Inoltre, fatto ancor più eclatante è che queste indulgenze si acquistavano pagando alla Chiesa una certa somma di denaro minore se il peccato era di poca considerazione, maggiore se il peccato da cancellare era qualcosa di molto grave; così facendo solo i ricchi borghesi potevano pagarsi lo "sconto" della pena o l'annullamento di essa. C'è da aggiungere che questi documenti rilasciati dal Papa avevano valenza non solo per i vivi ma anche per i morti, in quanto ogni persona viva poteva comprare questo documento per un proprio caro defunto facendo si che la pena che questi doveva scontare in Purgatorio diminuisse. Infine ultima considerazione su questi documenti è il fatto che essi si potevano acquistare anche in previsione di peccati futuri non ancora commessi.

Lutero illustra le sue 95 tesi appena affisseFu proprio questo commercio assurdo la base della "protesta" di Lutero che nel 1517 affisse fuori al portone d'ingresso della cattedrale di Wittemberg 95 tesi contro questa teoria Cattolica.

È proprio da queste 95 tesi che si estrae quello che è il pensiero luterano sul rapporto tra Dio e l'uomo.

Egli sostiene che Dio è il solo che può concedere la salvezza ed essa viene concessa solo per la grazia divina e non per qualche merito umano, contrariamente a quanto affermavano i Cattolici egli affermava l'esigenza di un rapporto diretto tra Dio e l'uomo, non mediato dalla Chiesa, e ribadiva l'assoluta onnipotenza di Dio di fronte alla totale incapacità umana.

Altra differenza che separa il riformatore tedesco dai Cattolici è l'idea di servo arbitrio egli infatti riteneva che il destino dell'uomo non solo fosse già conosciuto da Dio ma che l'uomo non potesse far nulla per cambiarlo o modificarlo.

Oltre a queste due sostanziali differenze Lutero non apportò altre modifiche soprattutto per ciò che riguarda la forma ecclesiastico-liturgica del complesso dottrinale cattolico.

 Le cause

La causa occasionale fu la polemica sorta a seguito delle 95 tesi di Lutero pubblicate contro la vendita delle indulgenze in Germania e in altre parti d'Europa. Lutero non appese le tesi sulla cattedrale come forma di protesta contro la Chiesa, ma per ricevere da essa dei chiarimenti su nozioni dottrinali poco chiare e contraddittorie. Le cause reali sono molteplici e spesso intrecciate fra loro: tra le cause maggiori vi fu la posizione di Lutero rispetto all'organizzazione ecclesiastica nella diffusione della parola di Dio: le messe all'epoca erano celebrate in latino ed era difficile poter leggere direttamente la Bibbia dato che questa non era tradotta nella lingua volgare (non c'era una Bibbia tradotta in tedesco, in italiano, in francese ecc.) e quindi solo poche persone dotte potevano accostarsi alla lettura delle Sacre Scritture. Lutero - che era invece favorevole ad un diretto avvicinamento di tutti i fedeli alla Bibbia - nella lettura delle Scritture ravvisò anche molte contraddizioni tra l'operato del clero Cattolico e la stessa dottrina cristiana. Sostenendo che la Bibbia era un libro destinato all'uomo e che ogni individuo aveva il diritto di leggerla direttamente (senza l'intermediazione della cerchia ristretta del clero), tradusse la Bibbia in tedesco e, grazie alla coeva invenzione della prima macchina per stampare, ne curò l'edizione in molte copie per la successiva diffusione dapprima in Germania e poi in tutto il mondo. La predicazione di Lutero da un lato riprendeva motivi anticlericali diffusi nella società tedesca ed europea e dall'altro propose in modo convincente e vigoroso un nuovo modo di vedere il rapporto con Dio e la Chiesa che la Scrittura stessa insegnava, soprattutto attraverso una lettura rinnovata delle epistole di San Paolo.

Filippo MelantoneSeppe anche avvalersi di collaboratori come Filippo Melantone, umanisti e tendenzialmente conservatori, che evitarono estremismi che avrebbero reso il protestantesimo poco gradito ai principi e alle città che ne furono i promotori. A causa delle 95 tesi esposte da Martin Lutero egli stesso fu perseguitato dalla Chiesa Cattolica che cercava in tutti i modi di eliminarlo, ragione per cui egli ricevette protezione da alcuni principi tedeschi. Altra causa fu la rilassatezza della gerarchia ecclesiastica Cattolica che perseguiva obbiettivi economici e di potere anziché dedicarsi all'individuo. Al tempo le cariche ecclesiastiche potevano essere cumulate per beneficiare di più rendite e senza che a queste corrispondesse effettivamente lo svolgimento di un ministero ecclesiastico. Al beneficium spesso non corrispondeva l'officium. La predicazione era il più delle volte affidata agli ordini mendicanti, mentre vescovi e abati dei grandi monasteri erano spesso membri di famiglie di nobili che si disinteressavano dell'aspetto religioso dell'amministrazione delle diocesi. Ciò indebolì la reazione religiosa, più che quella politica, alle critiche teologiche di Lutero verso l'organizzazione ecclesiastica. Albert di HohenzollernLa Chiesa possedeva vasti territori e riscuoteva decime. I nobili passati al protestantesimo potevano secolarizzare queste proprietà e prenderne possesso, rendendole ereditarie. Fu in questo modo che ad esempio si costituì il nucleo della Prussia, con la secolarizzazione dei territori dell'Ordine Teutonico dopo che il Gran maestro Albert di Hohenzollern passò al Luteranesimo. A tutto questo si intrecciò il fattore politico. Il Sacro Romano Impero era un organismo complesso, costituito dall'imperatore, al tempo Carlo V, che doveva regnare con il consenso dei principi e dei feudatari. La religione divenne un importante elemento in questo equilibrio precario, a sua volta in relazione con il papato, con le altre monarchie europee e minacciato dalla Turchia nelle frontiere sud orientali.

Motivo della Riforma

Un'attenta analisi storica conduce ad evidenziare come Martin Lutero non avesse l'intenzione di creare un movimento religioso ereticale né volesse - almeno inizialmente - giungere allo "strappo" con Roma: ripercorriamo i fatti, così come si sono succeduti. Quando il cardinal Caetano cercò di ottenere da Lutero una pubblica e completa ritrattazione, poiché egli non si considerava un eretico rifiutò la richiesta del legato invocando la protezione del Papa contro i calunniatori e i nemici: fino a quel momento Lutero non aveva mai auspicato una frattura del mondo cristiano, tutti gli scritti di quel periodo dimostrano un chiaro intento di riformare dall'interno la dottrina della Chiesa, che ai suoi occhi aveva smarrito la missione assegnatale da Cristo. Verso la fine del 1518 fu inviato a Wittenberg il giovane sassone Karl von Miltitz, parente del principe Federico, con l'incarico di convincere Lutero a rinunciare alla polemica pubblica; in cambio il papato avrebbe garantito il silenzio degli avversari di Lutero in Germania. Il monaco riformatore accettò e promise di pubblicare uno scritto per invitare tutti a rimanere obbedienti e sottomessi alla Chiesa Cattolica; questo testo fu intitolato Istruzione su alcune dottrine (1519). La tregua formale non durò che qualche mese giacché le università Cattoliche della Germania continuarono ad attaccare l'opera di Lutero e dei suoi seguaci, i quali replicavano per iscritto o partecipando a dispute teologiche in luoghi prestabiliti. Johann Eck

Il più noto di questi confronti accademici fu quello svoltosi a Lipsia nel febbraio del 1519 tra Lutero e un professore proveniente da Ingolstadt, Johann Eck. L'importanza di questo dibattito risiede nell'ammissione da parte di Lutero di condividere alcuni punti della dottrina hussita. Ciò fornì al papato il capo d'imputazione necessario per la condanna di Lutero giacché cento anni prima il Concilio di Costanza aveva giudicato le proposizioni hussite come eretiche. Tornato a Wittenberg, Lutero si rese conto del pericolo che stava correndo e cercò di spiegare meglio la sua posizione con un opuscolo, le Resolutiones Lutherianae super propositionibus suis Lipsiae disputatis, ma il chiarimento non sortì alcun concreto effetto. Nel gennaio del 1520 si riunì a Roma il primo concistoro contro Lutero, ed in giugno fu emanata la bolla Exsurge Domine che intimava a Lutero di ritrattare ufficialmente le sue posizioni o di comparire a Roma per fare altrettanto, pena la scomunica: infine, il 3 gennaio 1521 con la bolla Decet Romanum Pontificem, Leone X scomunicava Martin Lutero, l'accusa era di eresia hussita, mentre Lutero continuava la sua opera teologica pubblicando nuovi scritti che invocavano la pace e la separazione delle faccende temporali da quelle spirituali, in conformità con le teorie agostiniane che Lutero non rinnegò mai.

 


Fra i sostenitori della Riforma troviamo: Ulrico Zwingli e Giovanni Calvino

Ulrico Zwingli

Ulrico Zwingli (1484-1531)

Zwingli nacque nel cantone svizzero del San Gallo in una famiglia benestante il 1 gennaio 1484. Studiò teologia a Vienna, a Basilea, e a Berna. Dopo aver conosciuto Erasmo da Rotterdam lasciò la Chiesa di Glarona, dove esercitava il suo ministero di sacerdote, e si trasferì al santuario di Einsieldeln come cappellano. Qui iniziò la sua predicazione che si ispirava alle idee erasmiane e soprattutto alle Sacre Scritture. Fu proprio per la sua pura ispirazione alla Bibbia che egli nel 1519 inizio a polemizzare contro la curia romana e in particolare sulla credenza non biblicamente fondata del Purgatorio e sulla corruzione degl'ordini ecclesiastici. Presto ampliò la sua polemica portandola su temi che attentavano al credo Cattolico nelle sue fondamenta; attaccò infatti il primato del papato sostenendo biblicamente il matrimonio degli ecclesiastici.

La sua intransigente opposizione alla liturgia e alle cerimonie Cattoliche lo portò ad avere una concezione diversa dei sacramenti.

Questo suo modo diverso di concepire i sacramenti riguardava in particolar modo l'Eucaristia (Santa Cena); egli, diversamente dai Cattolici e dallo stesso Lutero, riteneva che quest'ultima fosse solo una commemorazione da fare in ricordo dell'ultima cena di Gesù escludendo la presenza del Signore corporalmente (tesi Cattolica) né spiritualmente (tesi Luterano-Calvinista) ma sostenendo la presenza di Dio nel cuore di tutti i credenti che si accostavano alla cena.

Concludendo l'aspetto riguardante l'interpretazione del riformatore svizzero possiamo dire che la sua fu una lettura della Bibbia scarna e priva di qualsiasi interpretazione personale egli sosteneva e appoggiava solo ciò che aveva letto personalmente nelle Sacre Scritture.

Morì nella battaglia di Kappel, nel 1531, alla quale prese parte con i suoi fedeli nello scontro svizzero tra cantoni Cattolici e cantoni protestanti.

 


Giovanni Calvino

Giovanni Calvino (1509-1564)

Calvino nacque a Noyon in Francia il 10 luglio 1509 da una famiglia borghese. Sono poche le informazioni riguardanti la giovinezza del riformatore ma sono sicuramente dati certi il fatto che egli studiò prima a Parigi, le arti liberali, grazie ad un beneficio ecclesiastico che gli permise questi studi; successivamente ad Orleans per iniziare i sui studi di diritto civile. Incerto è anche il motivo che lo avvicinò alla riforma, probabilmente egli fu influenzato a Orleans da alcuni professori universitari che aderivano alla riforma quali Budè e Wolmar ma è più probabile che questo suo accostamento alla riforma sia dovuto ad una crisi spirituale che lo portò a stringere i sui rapporti con il pensiero cristiano riformato. La sua completa adesione la riscontriamo appunto nell'incontro che Calvino ebbe a Ginevra con il connazionale Guglielmo Farel, il quale minacciò la maledizione di Dio su di lui se avesse rifiutato di aiutarlo nell'opera di riforma nella città. Suo malgrado Calvino accettò l'incarico e da timido studente si trasformò radicalmente in un ferreo sostenitore della Riforma.

Alla sua trasformazione interiore egli fece corrispondere quella della città di Ginevra che mutò la sua morale rilassata in un rigoroso ordinamento politico-religioso che doveva fare di essa, nella mente del riformatore, la realizzazione della società perfetta Cristiana.

Ma il suo contributo maggiore alla Riforma fu la sua opera: "L'Istituzione della religione cristiana"; che può essere considerata la miglior opera protestante per chiarezza e contenuti.

Essa si divide in 4 libri in cui tratta distintamente delle tre Persone della Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo, nell'ultimo libro Calvino tratta della Chiesa cristiana.

Per motivi di esposizione e anche per l'argomento che stiamo trattando ci soffermeremo sul terzo libro dell'opera calvinista per capire anche come veniva considerato a quei tempi l'opera dello Spirito Santo. Per esprimere il pensiero dell'autore riguardo allo Spirito Santo usiamo le sue parole: "Costituisce il legame mediante il quale il Figlio di Dio ci unisce a sé con efficacia"; inoltre parlando di Fede egli aggiunge "È la conoscenza stabile e certa della buona volontà di Dio nei nostri confronti, conoscenza fondata sulla promessa gratuita data in Gesù Cristo rivelata e suggellata nel nostro cuore".

Infine in questo libro Calvino tratta della predestinazione, non allontanandosi però dalla concezione che aveva di essa Martin Lutero, considerando il libero arbitrio una concezione puramente umanista che vuole liberare l'uomo da ogni mistero divino quali, tra l'altro, il mistero della salvezza.

 


 

Il Puritanesimo

Nel 1534 in Inghilterra fu costituita la Chiesa Anglicana, non come un Movimento religioso di massa, ma come conseguenza del rifiuto da parte del Papa di sciogliere il matrimonio di Enrico VIII da Caterina D'Aragona. Di conseguenza Enrico VIII si staccò da Roma e costituì la Chiesa inglese di Stato di cui si nominò capo. Questa Chiesa nazionale, che non può essere annoverata tra le Chiese Riformate, ha un suo cerimoniale affine a quello del Cattolicesimo, con una costituzione episcopale che non riconosce il papato romano. Solo una piccola minoranza degli inglesi rimase fedele al Cattolicesimo, la stragrande maggioranza invece aderì all'Angliganesimo.

Il Movimento Puritano (dall'inglese "Puritan", sedicente purificatore) ebbe inizio nel 1564 in opposizione alla politica di compromesso tra Cattolicesimo e Anglicanesimo adottata dalla Regina Elisabetta. Decisamente osteggiati dalle autorità civili e religiose, i Puritani costituirono allora una Chiesa che si ispirava al modello svizzero, (Calvinista), organizzando anche, nel 1572, il primo "presbiterio".

Il principio fondamentale del Puritanesimo era assoluta fedeltà alla Sacra Scrittura, per cui tutto ciò che non era conforme ad essa, doveva essere inesorabilmente soppresso. A questo si univa il rigorismo morale, rimasto ormai proverbiale. La Regina Elisabetta reagì violentemente contro queste prese di posizione e mediante una commissione ecclesiastica ("l'High Commission", 1583) cominciò a perseguitare sistematicamente i Puritani.

Nel 1610, sotto il regno di Giacomo I Stuart, la causa Puritana sposò quella politica di opposizione all'assolutismo regio. Fu però solo nel 1640 che l'opposizione divenne consistente, sfociando in un colpo di stato da parte del Parlamento che costrinse alla fine il Re Carlo I ad abbandonare Londra (1642) ed a intraprendere una vera e propria guerra contro il Parlamento stesso. Anima della rivoluzione fu Olivier Cromwell, che, sconfitte le forze regie, a poco a poco divenne lui stesso un dittatore col titolo di "Lord protettore". Dal punto di vista religioso, la rivoluzione portò alla costituzione di una Chiesa nazionale di tipo Presbiteriano, ma anche il sorgere di varie Chiese indipendenti, che rifiutavano il concetto stesso di Chiesa di Stato, sottolineando piuttosto l'autonomia delle singole comunità locali (Congregazionalisti).

Dopo la morte di Cromwell, nel 1660, la monarchia degli Stuart fu ristabilita. Carlo II restaurò l'Episcopalismo e cominciò così un nuovo periodo di persecuzione contro i Puritani. Nel 1688, la gloriosa rivoluzione abbattè di nuovo la monarchia Stuart e, sotto Guglielmo II d'Orange, nel 1689, con un "Atto di tolleranza", le Chiese non Anglicane furono appunto tollerate. Si formarono allora quattro tipi di comunità evangeliche: i Presbiteriani, i Congregazionalisti, i Battisti, e i Quaccheri, tutti appartenenti ai dissenters (dissidenti), i quali in antitesi con la Chiesa Anglicana sostenevano il principio di una Chiesa libera dallo Stato e dalle gerarchie. Tutte queste comunità furono considerate appartenenti al Puritanesimo, fondamentalmente legate al concetto Calvinista in materia teologica e morale:

- I Presbiteriani, con una forma di governo ecclesiastico simile in tutto a quello stabilito da Calvino;

- I Congregazionalisti, con un governo ecclesiastico che non riconosce alcuna autorità fuori dalla Chiesa locale;

- I Battisti che seguono il concetto di governo ecclesiastico congregazionalista, ma si distinguono per il battesimo per immersione dei credenti;

- I Quaccheri o "Società degli Amici", un Movimento spirituale il cui nome deriva dal verbo inglese to quake, cioè tremare, quindi i tremolanti. Essi credevano nella "Luce interiore" dello Spirito Santo e rimanevano in attesa di questa luce in assoluto silenzio, scossi soltanto da questi tremolii quando questa "rivelazione" si manifestava. Vivevano una vita pura e separata da ogni forma di mondanità e manifestavano profonda onestà nella società. Coloro che erano dediti al commercio furono i primi a stabilire il "prezzo fisso" nella vendita dei loro prodotti. Era indubbiamente un Movimento spirituale fondato sulla semplice predicazione biblica e la sana testimonianza evangelica dei loro costumi, che tuttavia non riuscì a diffondersi come forse avrebbe meritato per il caratteristico misticismo che li distingueva. All'inizio i Pentecostali in Italia furono confusi con loro e per questa ragione furono chiamati "i tremolanti". Duramente perseguitati nel periodo della dittature di Cromwell, sfuggirono, sotto la guida di William Penn ed emigrarono in America fondando, nel 1682, col sacro esperimento, uno Stato che garantiva la pura democrazia e la tolleranza per tutti: la Pennsylvania, con capitale Filadelfia.

Particolare menzione merita la personalità maggiormente rappresentativa del Puritanesimo: John Bunyan.

John Bunyan

Nacque a Elstow, nel Bedfordshire, Inghilterra nel 1628. ancora molto giovane militò tra le schiere del Partito Puritano durante gli ultimi anni della Guerra civile iniziata nel 1640. Dopo il 1647, in seguito ad una profonda crisi spirituale, fu personalmente coinvolto nelle vicende religiose. In questo periodo si sposò. Nel 1653 aderì ad una Chiesa indipendente Battista della quale ben presto ne divenne predicatore. Nel 1660 fu arrestato come dissenters. Rimase in prigione ben 12 anni durante i quali scrisse la sua autobiografia spirituale "Grace Abouding to the Chief of sinners" (La Grazia che abbonda per il peggiore dei peccatori - 1666) e cominciò la stesura del suo celebre capolavoro "The Pilgrim's Progress" (Il pellegrinaggio del Cristiano). Nel 1672, tornato in libertà, fu eletto ministro di culto della Chiesa Battista della sua città, diventando molto famoso per la sua straordinaria eloquenza. Nel 1672 fu pubblicato "Il pellegrinaggio del Cristiano" al quale seguirono altre opere tra le quali "The Holy War" (La Guerra Santa). John Bunyan morì nei pressi di Londra nel 1688, si era fermato in città, di ritorno da un lungo viaggio a cavallo sotto la pioggia, dopo aver riappacificato due suoi fratelli in fede - padre e figlio - in lite tra di loro.

Il suo celebre capolavoro "Il pellegrinaggio del Cristiano", è diventato nel corso dei secoli un classico della letteratura mondiale, non solo evangelica. Ci troviamo infatti dinanzi al classico viaggio "dell'eroe" che incontra sul suo cammino vari pericoli, costituiti da mostri, giganti, esseri maligni, con intervento di protettori soprannaturali o quasi. Può essere definito un racconto allegorico (che è poi il racconto di un sogno allegorico), nel senso che è una narrazione che ha significato riposto, diverso da quello espresso letteralmente dalle parole. Bunyan, comunque, non aveva alcuna intenzione di comporre un'opera letteraria, ma piuttosto un libretto che servisse per l'evangelizzazione dei non credenti e soprattutto per l'edificazione spirituale dei Cristiani. È grandemente riuscito in tutti e due gli obiettivi. Si consiglia vivamente una lettura di questo testo.


 

Movimenti dei secoli XVII e XVIII


Diamo ora uno sguardo ai Movimenti di Risveglio del XVII e del XVIII secolo.

 Il Pietismo è un Movimento di Risveglio spirituale atto a ravvivare il nocciolo della fede Cristiana, per riportarlo alla sua genuinità primordiale, tale Movimento iniziò in ambito Luterano. La nascita del Pietismo viene fatta risalire a Philipp Jacob Spener (1635-1705) che con una sua opera pubblicata nel 1675, ovvero "Pia desideria", si proponeva di mutare, o meglio di eliminare il formalismo che esisteva nelle Chiese e, di incoraggiare i credenti verso una forma di spiritualità personale, fondata su 5 aspetti: 1) maggiore diffusione della Scrittura, 2) un diligente esercizio del sacerdozio, 3) spirito caritatevole nelle controversie, 4) predicazione del ravvedimento, 5) riunioni private senza trascurare le attività della Chiesa. L'influenza del Pietismo si fece sentire anche nei successivi risvegli.

 I Camisardi o Profeti delle Cevenne erano un gruppo di Ugonotti, i quali opposero resistenza contro la revoca dell'editto di Nantes (1685) che, impediva le libertà di culto ai protestanti. I primi credenti si rifugiarono sui monti delle Cevenne, dove si manifestarono le prime profezie ed il parlare in altre lingue. In seguito ad una seconda persecuzione i profughi Camisardi si rifugiarono in Inghilterra e nel 1706 fondarono una comunità a Londra. Il Risveglio si diffuse in altre parti della Gran Bretagna e nella Slesia (Polonia e Cecoslovacchia).

 I fratelli Moravi fu un Movimento di Risveglio fondato dal conte Nikolas Ludwig Zinzendord (1700-1760), il quale introdusse i principi del Pietismo in Sassonia. Ad Herrnut costituì una comunità formata da profughi boemi e moravi, basata su un ordinamento religioso autonomo, imperniato sulla fratellanza Protocristiana.

 

John Wesley       Charles Wesley       George Whitefield

Il Metodismo fu un Movimento di Risveglio fondato dai fratelli John Wesley (1703-1791) e Charles Wesley (1707-1788) e da George Whitefield (1714-1770). Avevano costituito il "Circolo Santo" (Holy Club) ed i membri furono soprannominati, per la loro buona condotta, Metodisti. I fratelli Wesley partirono inviati da una società missionaria per evangelizzare gli indiani d'America. Durante il viaggio di andata sulla loro stessa nave furono colpiti dalla calma e dalla serenità di un gruppo di Fratelli Moravi, i quali nel corso di una tempesta continuarono a cantare inni a Dio. Tornati in Inghilterra senza aver visto nessun successo nella loro missione, entrarono in contatto con una comunità Morava di Londra e ambedue i fratelli scoprirono di "aver bisogno soltanto di fede che salva". Charles si convertì qualche giorno prima di John, il quale il 24 maggio 1738, ore 20:45, ascoltando un sermone sull'epistola ai Romani sentì che "il cuore si scaldasse stranamente" e che "si confidava in Cristo soltanto per la salvezza, che i suoi peccati erano tolti e che era salvo dalla legge, dal peccato e dalla morte".

John, ministro della Chiesa Anglicana, qualche giorno dopo la sua conversione predicò il suo primo sermone sul testo "Voi siete salvati per grazia mediante la fede" (Efesini 2:8). In seguito Wesley e Whitefield  si divisero sulla predestinazione (Whitefield seguì pienamente il Calvinismo di Zinzendorf). Durante il Risveglio Metodista si manifestarono ripetutamente le lingue. Lo stesso Wesley credeva che i doni dello Spirito, praticamente scomparsi, si sarebbero manifestati appieno in una Chiesa ristorata.

Jonathan Edwards

Jonathan Edwards (1703-1758), pastore della Chiesa Congregazionalista di Northampton Mass. Partecipò attivamente al Primo grande Risveglio (1736-1742) negli Stati Uniti o meglio ne fu la figura principale. Sollevò un ondata di fervore nella sua comunità e ben presto il Risveglio si diffuse, non senza ostacoli tra coloro i quali affermavano che l'emotività era in contrasto con la fede. Edwards sostenne una fondamentale concezione della conversione secondo la Scrittura che non è soltanto intellettuale, ma emotiva e coinvolge tanto la volontà al punto che è una vera trasformazione del credente.

 

Dalila Mandato, Angelo De Rosa, Roberta Di Iorio, Adriano Montella

     
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