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Data di pubblicazione : 01/11/2012

 

JOHN ALEXANDER DOWIE

L'apostolo della guarigione

 

PARTE PRIMA

John Alexander Dowie Le moderne generazioni cristiane conoscono poco la storia unica e affascinante di John Alexander Dowie.

Personaggio per molti aspetti controverso, il cui operato degli ultimi suoi anni fa certo discutere, all'inizio del XX secolo Dowie era noto a milioni di credenti in tutto il mondo.

Fu uno spirito riformatore che ebbe l'audacia di sfidare l'apostasia del tempo, riuscendo a portare all'attenzione della chiesa visibile, se non alla sua completa accettazione, il messaggio della guarigione in Cristo. Nonostante la schiacciante opposizione di una stampa ostile, di leader religiosi avversi, di amministratori locali sfavorevoli e di avvocati senza scrupoli che, assoldati dall'opposizione, usarono ogni scappatoia e cavillo legale per fermarlo, lui combatté, conservandolo, per il diritto di pregare per i malati.

Anche dopo numerosi arresti illegali (arrivò addirittura a collezionarne cento in un solo anno), Dowie mise nel sacco i suoi nemici, vanificando i loro piani e imponendo all'attenzione di tutti la verità che Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno, anche per quel che concerne il grande mandato di imporre le mani sugli infermi per la loro guarigione.

John Alexander Dowie, "un piccolo uomo con la testa di un filosofo, la barba di un profeta, le spalle di uno che trasporta pianoforti, il ventre di un consigliere comunale e le gambe di un fantino", come fu definito amichevolmente da una giornalista dell'epoca, predicava un severo messaggio di salvezza mediante Gesù Cristo, una santità pratica e la guarigione divina. Migliaia di persone sperimentarono la forza del suo mandato, venendo salvati e guariti miracolosamente.

Quantunque il suo ministero abbia avuto un tragico epilogo, raramente il mondo vide un'opera missionaria più efficace e dinamica di quella di John Alexander Dowie. Contro un clero ipocrita e contrario, una stampa feroce e calunniosa e degli implacabili burocrati locali, il dr. Dowie portò la sua chiamata apostolica come una corona ricevuta da Dio e la sua persecuzione come un distintivo.

Nacque a Edimburgo, in Scozia, il 25 maggio del 1847: i suoi genitori credenti gli diedero il doppio nome di John Alexander (Giovanni  Alessandro), volendo alludere alla speranza riposta in lui. I nomi infatti significano "Dio è misericordioso" e "difensore degli uomini". Nessuno avrebbe ma pensato che un giorno avrebbe lasciato un segno nel mondo. Come molti altri uomini usati da Dio, non escluso il Signore Gesù, John nacque povero. Egli sviluppò ben presto una repulsione per il male che, anni dopo, rese pubblica mediante le sue feroci denunce contro il peccato, che produce solo angoscia e dolore per la razza umana.

All'età di soli 6 anni, il giovane Dowie aveva già letto la Bibbia da copertina a copertina. Un giorno, in seguito all'ascolto del sermone di un umile predicatore di strada, tale Henry Wright, donò il suo cuore al Signore. A 7 anni sentì la chiamata al ministero, ma non sapeva ancora come rispondere. A 13 anni Dowie si trasferì con la famiglia in Australia, dove inizialmente si guadagnò da vivere come commesso nel negozio di un suo zio.

La famiglia Dowie al completo Negli anni seguenti, Dio gli parlò senza sosta. Il suo cuore era costantemente spinto verso un servizio a tempo pieno nel campo del Signore. In quegli anni, John si rese conto che molte verità della Bibbia erano sistematicamente ignorate dai religiosi del tempo. Una di esse, la guarigione divina, fu da lui sperimentata personalmente. Nella sua infanzia, Dowie erano sempre stato malaticcio e aveva sofferto di dispepsia cronica, un grave problema dell'apparato digerente. Dopo aver compreso la volontà di Dio in merito alla guarigione, John pregò il Signore e fu "completamente liberato" dalla sua afflizione. Questa risposta divina era solo il primo segno della scoperta che stava per fare nella sua vita.

A 21 anni, Dowie decise di rispondere alla chiamata di Dio. Raccolse tutto il denaro risparmiato e cominciò a studiare con un insegnante privato per prepararsi al ministero. Quindici mesi dopo lasciò l'Australia per iscriversi all'università di Edimburgo, sua città natale. Non era considerato un buon alunno, a causa delle continue divergenze coi docenti e con i loro insegnamenti.

Ma era affamato e assetato della Bibbia, che leggeva incessantemente. Mentre studiava a Edimburgo, divenne "cappellano onorario" dell'ospedale cittadino, dove ebbe l'opportunità irripetibile di frequentare diversi chirurghi famosi, analizzando le loro diagnosi alla luce della Parola di Dio. Spesso, mentre i pazienti erano sotto l'effetto del cloroformio, Dowie prendeva atto di quanto inadeguata fosse la conoscenza medica del tempo. Egli capì che, in fin dei conti, i medici non erano in grado di guarire un organo malato ma semplicemente di asportarlo, sperando di indovinare la cura adatta.

Assistette a molte operazioni chirurgiche conclusesi con esiti mortali, udendo dalle labbra degli specialisti l'ammissione che essi andavano alla cieca. Dowie prese così a nutrire una forte antipatia per la chirurgia e la medicina in generale. Ancora oggi, molti accusano Dowie di condannare la medicina. Tuttavia, a sua difesa, va detto che ai suoi tempi la scienza medica era ancora primitiva e che lui fu uno dei pochi privilegiati che potevano guardare le cose da dietro le quinte. Dowie si accorgeva che i medici davano ai pazienti false speranze di guarigione, pur riconoscendo in privato di non capirci quasi nulla. Aveva visto poveri ammalati pagare forti somme di denaro ai dottori per guarire, ottenendo in cambio il peggior risultato.

John Alexander Dowie era un riformatore e un revivalista. Questo tipo di chiamata deve vedere concretizzati dei risultati, in virtù della passione per Dio che arde nei cuori di quelli che l'hanno ricevuta.

Ma il tempo passava e Dowie fremeva nello spirito. Sapeva di essere chiamato a una missione, ma non aveva ancora idea di come e dove avrebbe dovuto compierla. Cominciò così a desiderare uditori più consistenti e in breve gli si presentò l'occasione di averne uno a Newton, nella zona periferica di Sidney. Mentre era pastore di quella comunità, una letale epidemia mieté vittime in tutta la regione. Il tasso di mortalità fu così alto che la gente era letteralmente paralizzata dal terrore. In poche settimane, Dowie aveva dovuto celebrare 40 funerali. La morte sembrava spiare ad ogni angolo; questa drammatica situazione lo spinse a chiedere a Dio una risposta immediata, ed egli sapeva che queste risposte si trovano tutte nella Parola di Dio.

Possiamo cogliere il senso di quella sciagura in una lettera del giovane pastore Dowie, scritta in quei giorni:

"Ero nel mio studio,  nella canonica della Congregational Church di Newton, alla periferia di Sidney, in Australia. Il mio cuore era afflitto: tra ammalati e moribondi, avevo fatto visita a oltre trenta membri della mia comunità e avevo celebrato il funerale di più di quaranta di loro, in poche settimane. John Alexander Dowie e sua moglie JeanieMa dov'era, dov'era Colui che era solito guarire i suoi figli ammalati ? Sembrava che le sue orecchie non udissero alcuna preghiera per la guarigione; eppure, io sapevo che la sua mano non è raccorciata ... Talvolta mi sembrava quasi di udire le risa di scherno dei demoni trionfanti, mentre rivolgevo ai familiari del defunto parole di speranza cristiana e di consolazione. La malattia, ripugnante discendenza del proprio genitore, Satana, e sua madre, il peccato, stavano oltraggiando e distruggendo ... e non si vedeva alcun liberatore ... poi mi sedetti, col capo chinato per il dolore che provavo per il mio popolo sofferente ... In seguito pregai per ricevere qualche messaggio ... fu allora che le parole ispirate dallo Spirito Santo in Atti 10:38 mi vennero davanti in tutto il loro splendore, rivelando Satana come il prevaricatore e Cristo come il guaritore ... il mio cuore si fortificò, avendo visto la via della guarigione ... dissi: "Oh, Dio, adesso aiutami a predicare questa parola a tutti quelli che muoiono intorno a me, e di' loro quanto Satana offende ancora e come Gesù continua a liberare, giacché Egli è lo stesso ieri, oggi e in eterno". Improvvisamente, sentii uno scampanellio e alcuni forti colpi alla porta ... erano due messaggeri trafelati che dicevano: "Vieni subito; Maria sta morendo ... vieni a pregare per lei! ... mi precipitai con loro ed entrai nella stanza della giovane morente. Ella era a letto e gemeva, digrignando i denti nell'agonia della lotta col distruttore ... la guardai e la mia ira s'infiammò ... il dottore che la teneva in cura, un buon cristiano, andava silenziosamente su e giù per la stanza. Poi, ad un tratto, mi avvicinò e disse: "sono misteriose le vie di Dio, non trova?" "le vie di Dio? No, caro amico, questa è l'opera di Satana, ed è tempo di invocare Colui che venne per  "distruggere le opere del diavolo".

Risentitosi delle parole di Dowie, il dottore se ne andò. John allora si rivolse alla madre di Mary e le chiese perché lo avesse mandato a chiamare. Avendo appreso che lei desiderava la preghiera della fede, Dowie si inginocchiò presso il capezzale della ragazza e gridò a Dio. La moribonda rimase immobile, al che la madre chiese se fosse morta, ma lui replicò: "No, vivrà. la febbre l'ha lasciata". Poco dopo, la giovane si mise a sedere sul letto e mangiò. Si scusò per aver dormito così tanto e fece sapere di sentirsi benissimo. Da quel momento in poi, la pestilenza cessò di colpire i membri della congregazione di Dowie: non un solo altro appartenente al suo gregge morì.

Ma era giunto il tempo in cui John Alexander Dowie doveva prendere una decisione importantissima, una decisione che non avrebbe dato una svolta soltanto alla sua vita ma che, negli anni a venire, avrebbe profondamente influenzato le sorti di migliaia di persone.

Era vero che i risultati conseguiti ovunque avesse lavorato erano stati molto incoraggianti, ma era perfettamente consapevole che la sua veemenza, lungi dall'essere apprezzata dai responsabili della sua denominazione, era considerata con distacco.  Sapeva pure che i metodi innovatori coi quali si proponeva di raggiungere le masse erano visti con sospetto, se non con ostilità. In una lettera indirizzata alla moglie, Dowie ammise che, a suo avviso, il sistema della chiesa congregazionalista uccideva l'iniziativa e l'energia dell'individuo, rendendo gli uomini semplici strumenti denominazionali o, peggio, facendoli divenire mondani, "in gran parte sterili e inutili; battelli buoni ma mal manovrati e terribilmente sovraccarichi di mondanità e indolenza".

Avendo questo intimo convincimento, Dowie troncò per sempre i rapporti con la sua denominazione di appartenenza e, all'inizio del 1878, cominciò a pianificare il suo nuovo impegno spirituale. Quella decisione porterà a Dowie una serie di delusioni e di disgrazie che avrebbero fiaccato qualunque altro uomo che non avesse avuto la sua stessa intraprendenza e determinazione. Dio aveva chiamato il giovane ministro a una missione speciale, ma solo dopo aver sofferto anni di angosce e di contrarietà egli avrebbe compreso chiaramente il modello divino per la sua vita.

Per iniziare, la mancanza di fondi lo costrinse a vendere la sua casa e il mobilio. Il ricavato fu messo a disposizione dell'opera, e lui si trasferì in un alloggio più modesto. Egli scrisse: "i miei bei mobili e i miei quadri non c'erano più; erano stati sostituiti dagli uomini e dalle donne condotti a Cristo grazie alla vendita dei miei beni terreni". 

Aveva preso in affitto il Royal Theater di Sidney dove, nella prima parte del 1878, cominciò a predicare a una congregazione relativamente piccola. Il numero dei partecipanti però crebbe rapidamente e in pochi mesi i membri divennero un migliaio. Se avesse potuto rimanere in quel teatro, è probabile che le sue speranze si sarebbero quasi realizzate. Sfortunatamente, il noleggio dell'auditorium era superiore alla disponibilità economica dell'assemblea e quindi Dwie fu costretto a traslocare in un locale meno adeguato, la Protestant Hall. Ci furono anche lì nuove conversioni, le cui offerte aiutarono l'opera intrapresa a Sidney. I collaboratori non erano facoltosi, ma erano uomini fedeli che credevano nel ministero di Dowie. In quel tempo, egli considerò la storia di Gedeone e del suo esercito di 32.000 uomini, poi ridotto da Dio a 300 unità. John amava osservare come l'episodio fosse applicabile alla sua situazione. Si sentiva incoraggiato e non provò amarezza per quel passo fatto, ma dichiarò che "avrebbe imparato a fabbricare tende, come l'apostolo Paolo, piuttosto che lasciare che il pastorato divenisse preda della più pingue, indolente e acquiescente chiesa, quella dei Laodicesi, che appare esteriormente prospera, sebbene io credo che, agli occhi di Dio, sia "infelice fra tutti, miserabile, povera, cieca e nuda".

In 5 anni, la denominazione congregazionalista, nelle sue 43 chiese, aveva conquistato solo 535 nuove anime, delle quali un centinaio almeno erano diretto risultato del ministero di Dowie. Il fatto che la chiesa di Newton, durante il periodo della sua permanenza, aveva toccato un incremento del 70 percento, gli confermava che la crescita spirituale era possibile laddove le chiese potevano essere risvegliate.

Considerando il carattere irresoluto del ministero in generale ed esaminando la spaventosa condizione di migliaia di anime che perivano,  John giunse alla conclusione di dover trovare il modo, conforme alla volontà di Dio, di raggiungere il maggior numero possibile di inconvertiti e condurli a Cristo.  Nel compiere questo progetto, c'era da aspettarsi una forte opposizione, specie perché il suo modo di combattere il peccato in tutte le sue forme e di protestare energicamente dal pulpito contro la superficialità religiosa, era calcolato per provocare l'indignazione di quelli che erano oggetto dei suoi sermoni. Tra le sue innovazioni ci fu la massiva distribuzione di letteratura cristiana in città che, ovviamente, raggiungeva anche le case dei membri di altre chiese evangeliche. Alcuni pastori criticarono aspramente tale distribuzione ed è singolare la risposta data da Dowie a uno di questi ministri:

Egregio Signore,

in merito alla vostra pungente nota di ieri, devo dire che non riconosco il vostro diritto di chiedermi alcuna informazione riguardante una qualsivoglia mia azione, o le istruzioni che io dò a quelli che sono così disponibili da collaborare con me in un servizio cristiano ... Se è vero che lascio alla completa discrezione del mio popolo il luogo e i soggetti ai quali distribuire copie del mio opuscolo settimanale, è vero anche che non ho dato loro nessuna precisa disposizione di distribuirli a P. - e, inoltre, che ero completamente all'oscuro del fatto che li avessero distribuiti lì, fino al momento in cui ho ricevuto la vostra nota. Se avessi stima del vostro parere su ciò che io debba dire, fare o scrivere, avrei l'impressione che il mio ultimo trattato "sia stato preparato molto scrupolosamente per destabilizzare le menti dei giovani e ferire il loro tono morale" ... ma ritenendo la vostra opinione debole e incapace, come il vostro ministero, non le attribuisco il minimo peso e sarebbe da stolti adirarsene o esserne infastiditi, molto meno essere "pieno di sdegno", come lo siete stato voi, nel leggere quel mio "odioso stampato". Potrà interessarvi sapere che non sono circolati meno di 14.000 di quegli "odiosi stampati" e che il vostro parere è condiviso generalmente dai rivenditori di alcol e dai moderni farisei, mentre ci sono migliaia di individui che hanno un'opinione differente e che, in realtà, dicono che quelli fanno loro bene, che siete in grande errore nel vostro giudizio ... vorrei conoscere chi ha distribuito quegli "odiosi opuscoli" nel seno del vostro gregge. In tal caso, certamente elogerei la scelta di quel terreno e non farei nulla per fermarlo, "perpetuando una così grave impertinenza", nonostante la vostra minaccia di voler "prendere misure molto severe per porvi fine".

Sinceramente vostro,

John Alexander Dowie.




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