Segui il culto in diretta  
Home » Media » I titani della fede » John Alexander Dowie » III Parte - Fine

Il tuo nomeIl nome del tuo amico
La tua emailEmail del tuo amico
x chiudi

JOHN ALEXANDER DOWIE

L'apostolo della guarigione

 

PARTE TERZA

 

Guarigione di Lucy ParkerUna delle prime guarigioni verificatesi grazie al ministero di Dowie fu quella di Lucy Parker, afflitta da cecità totale a causa di un cancro all'occhio. Per due anni e nove mesi era stata curata da alcuni dei medici più capaci di Melbourne. Il cancro aveva però attaccato l'occhio sinistro, che divenne totalmente cieco. Lucy era in procinto di partorire e il medico curante, il dr. Ray, informò il marito che sarebbe morta appena il bimbo nasceva, se non prima. Era una donna molto giovane, piena di vita e inoltre, essendo attivamente impegnata nel campo del Signore, desiderava vivere per poterlo servire.

Mentre la letale patologia faceva il suo corso, Lucy venne a sapere di una gloriosa guarigione verificatasi nel Melbourne Tabernacle e perciò andò da Dowie aspettandosi di guarire.

Dowie impose le mani su di lei e pregò.

Il miracolo accadde subito. Il cancro scoppiò, spiaccicandosi su due fazzoletti. Il gonfiore scomparve e quando Lucy aprì l'occhio, fu subito in grado di vedere perfettamente. Il caso fece scalpore e la notizia fu pubblicata su molti quotidiani. Fenomeni soprannaturali di questo tipo, e ne avvennero parecchi, permisero a Dowie di raggiungere una rapida notorietà in Australia.

Egli comprese finalmente quale ministero Dio gli aveva riservato. Proclamava coraggiosamente il vangelo della guarigione nella sua tenda e in riunioni all'aperto in cui, almeno una volta, predicò ad un pubblico di ben 20.000 persone. Dowie criticava con forza l'uso degli alcolici e di altri diffusi malcostumi cittadini, invitando gli uomini a volgersi a Cristo e rinunciare ai propri peccati. Ovviamente, ciò fece andare in collera i commercianti, che si diedero da fare per porre fine al ministero di quell'opportunista così temerario da sfidarli.

Dietro loro proposta, fu approvata una legge che vietava le riunioni all'aperto. Dowie ritenne questo provvedimento non solo una violazione del comando del Signore Gesù di predicare il Vangelo ad ogni creatura, ma anche incostituzionale.

Seguitò quindi a organizzare culti all'aperto, ignorando quella norma iniqua. Venne però subito arrestato e chiamato a comparire dinanzi al Fitzroy Police Court. Prima che il caso venisse esaminato, il magistrato più anziano del collegio indagante, il dr. Marsden, affermò che quella legge, secondo i principi britannici di libertà civile e religiosa, era contraria ai principi costituzionali. Il procuratore perciò gli concesse di rinunciare al caso. Gli altri magistrati del collegio giudicante si mostrarono apertamente ostili al giovane predicatore.

In sede giudiziaria, Dowie riferì di aver agito in obbedienza al preciso comando del Signore contenuto in Marco 16, di aver condotto le riunioni in modo ordinato, di aver sempre fatto così in quella città negli ultimi due anni, e di aver portato avanti un'opera simile in molte parti della Gran Bretagna e delle colonie australiane.

 Ma i giudici tennero in scarsa considerazione quanto Dowie affermò. Uno di loro diede in escandescenze, dicendo che egli aveva infranto la legge e che per questo andava punito; gli altri concordarono con il loro collega. Alla fine, gli fu inflitta un'ammenda. Lui fece ricorso, rifiutandosi di pagare e venne perciò messo in prigione per 30 giorni e 30 notti.


Uscito dal carcere, l’opera di Dowie a Melbourne continuò a prosperare.

Uscito dal carcere, l'opera di Dowie a Melbourne continuò a prosperare.

Sempre alla ricerca della possibilità di assestare un colpo mortale all'industria degli alcolici, continuò la sua crociata contro i bar definendoli ‘la più ignobile struttura da questo lato della perdizione'. I suoi nemici, inaspriti dal crollo delle vendite e vistisi impotenti di fermarlo persino con metodi legali, decisero di impiegare mezzi criminali per stroncare l'attività del loro persecutore.

Collocarono di nascosto della dinamite nel Tabernacolo, per farlo saltare in aria di notte, quando la maggior parte della gente sarebbe andata a casa, mentre Dowie, come sua abitudine, si sarebbe trattenuto a lavorare con il suo assistente. I cospiratori scelsero con precisione il momento in cui Dowie sarebbe rimasto solo nell'edificio. Tutto era stato predisposto con intelligenza diabolica. È interessante leggere il racconto di questa vicenda scritto dalla penna di John Alexander Dowie:

"La mattina del 1° settembre 1886, mentre dormivo nel mio letto, fui svegliato alla prime luci dell'alba...Avevo dormito molto profondamente, e intorno tutto era tranquillo. Improvvisamente, mi ritrovai fuori dal corpo. Per me non si trattava di un'esperienza straordinaria. Ma, in quell'occasione, d'un tratto, sul letto dove dormivo vidi una forma umana. Era un cadavere. Sollevai il lenzuolo e vidi il mio volto - ero morto. Subito mi svegliai e mi trovai nel letto: era stata solo una visione. Mi rimproverai per aver lavorato troppo, e dissi: ‘Che strane fantasie vengono a un uomo che lavora troppo' e chiesi a Dio perdono per aver lavorato esageratamente. Guardai l'orologio e ritornai a dormire molto profondamente. Di nuovo uscii dal corpo. Vidi ancora il mio letto e il lenzuolo bianco. Sollevai il lenzuolo: c'era il mio volto. Dissi: ‘C'è qualcosa che non va: tutto ciò è assurdo!' Biasimai un'altra volta me stesso e tornai a dormire".

La cosa si ripeté più di una volta, e finalmente Dowie realizzò:

"Capii allora che stavo per essere ucciso, o per morire improvvisamente, o comunque che la mia vita era in pericolo. Feci un bagno, poi andai nello studio, scrissi un resoconto dell'incidente, e lo misi nel mio ufficio, nel caso mi fosse successo qualcosa. Stilai anche un breve testamento... Nel corso della mattinata venne da me un signore, un buon cristiano, che mi disse: ‘l'altra notte ho avuto una visione nella quale venivi ucciso. Voglio che ti prenda cura di te stesso e metta al sicuro la tua vita...Pensai: ‘Dio mi ha mandato questa ulteriore conferma'....Quella sera stessa... mentre stavo dettando al mio segretario, mi fermai e lo guardai. ‘George, hai sentito qualcosa?' ‘No'. ‘Io sì'.

Poi udii una voce che mi disse: ‘Alzati e vattene!'. Pensai che fosse la mia immaginazione che mi giocava uno scherzo. Stavo ancora provando a dimenticare la visione della mattina, pensando che non fosse da parte di Dio. Infatti, durante il giorno non era successo nulla ed io mi sentivo in perfetta salute. Tutto era molto calmo. Proseguii così a dettare e avevo appena pronunciata la prima parola quando, con tono più pressante la voce mi ripeté: ‘Alzati e vattene!'. ‘Non hai sentito una voce?' chiesi a George. ‘No, perché?'

‘Niente, tutto a posto. Credevo di aver sentito una voce'. Ricominciai a dettare, ma la voce si ripresentò come un tuono: ‘Alzati e vattene!'.

Questa volta fu perentoria. Dissi al mio segretario, ‘George, chiudi il gas e andiamo a finire questo lavoro a casa. Voglio ubbidire a quella voce celeste'. Non volevo più trattenermi lì. Misi tranquillamente le mie cose nella valigetta e quando George ritornò, mi aiutò a indossare il cappotto e andai a casa, distante sei o sette minuti . Mentre avevo ripreso a dettare, sentii fuori un botto, uno strano botto, come se ci fosse stata un'esplosione. Chiesi a George: ‘Hai sentito questo rumore?' ‘Quale rumore?' mi chiese; io gli dissi che mi era parso sentire un'esplosione. ‘Mah, non credo sia stata un'esplosione. Certo, ho sentito un rumore, ma mi sembrava piuttosto lo sbattere di una porta.

Era successo che qualcuno aveva piazzato della dinamite sotto la scrivania del mio studio, esplosa circa 10 minuti dopo che ce n'eravamo andati... Tutta quella zona della città fu bruscamente svegliata e la gente corse fuori a vedere cosa era successo. La polizia pensò che il Tabernacolo fosse stato dato alle fiamme, ma non c'era traccia di fuoco... Le parole, ‘Alzati! Vattene!' furono pronunciate da un angelo. Non ho il minimo dubbio su questo".

Nel 1888 i giornali riferirono la notizia che Dowie si stava dirigendo verso gli Stati Uniti e che la gente accorreva da ogni parte della California per essere guarita. Aveva un modo singolare di pregare per gli ammalati: credeva con tutto il cuore che nessuno poteva sperare di esser guarito se non fosse nato di nuovo e non si fosse ravveduto da qualsiasi comportamento contrario al Vangelo. Se accertava o aveva sentore di qualche vanità presente in quelli che venivano per essere guariti, ne era irritato.

 Di conseguenza, pregò per relativamente poche persone, durante il suo ministero, ma quelli per i quali pregava venivano istantaneamente guariti. La persecuzione incalzò, ma ormai Dowie era divenuto esperto nell'arte di contrastare l'opposizione. Stabilitosi a Evanston, cittadina nei pressi di Chicago, nell'Illinois, fu attaccato dai giornali che lo definirono impostore e falso profeta, dichiarandolo apertamente "non desiderato". Ma Dowie non indietreggiò e rimase dove aveva scelto di restare, ministrando ovunque si sentiva spinto ad andare. Una volta, mentre era a un convegno sulla guarigione divina tenutosi a Chicago, fu chiamato a pregare per una donna in fin di vita per un tumore. A quel tempo, Chicago era la seconda città più grande d'America. C'erano delle forti e malvagie influenze spirituali regnanti in città, e Dowie meditava seriamente di trasferire qui il suo quartier generale. Prese così la richiesta di preghiera di quella donna come banco di prova per assodare se avesse dovuto iniziare o meno un'opera a Chicago.

Si seppe che il tumore della donna era delle dimensioni di una noce di cocco e che aveva già sviluppato le metastasi in gran parte del corpo. Quando Dowie pregò, la donna fu all'istante guarita e la guarigione ebbe una tale risonanza che parecchi giornali di Chicago riportarono l'evento miracoloso.

Nel 1893, in concomitanza con la Fiera Mondiale di Chicago, John Alexander Dowie decise di stabilire il suo quartier generale permanentemente in questa città. Costruì un modesto fabbricato in legno, proprio all'esterno degli ingressi della Fiera. Questa insignificante struttura, a cui fu dato il nomignolo dispregiativo di povera capanna di legno divenne teatro dei primi rilevanti sforzi nella sua guerra contro il vizio e l'iniquità della grande metropoli americana, che all'epoca contava due milioni di abitanti. I culti tenuti in questo tempietto non ebbero un inizio favorevole. Molti passavano davanti alla povera capanna di legno mentre affollavano i padiglioni della Fiera, ma le gettavano solo dei rapidi sguardi, essendo interessati principalmente da quella colossale Fiera delle Vanità, in cui vennero rappresentate attrattive suggestive come "l'assedio di Vicksburg" o "Sangue e Tuono", di Buffalo Bill e dei suoi indiani sbraitanti. Solo pochi entravano nel Tabernacolo, con scarsi e scoraggianti risultati. Il coraggio e la forza di Dowie furono messi a dura prova in quei giorni.

Ma la primavera del 1894 vide un mutamento della scena.  Ci furono notevoli miracoli di guarigione, che attrassero l'attenzione dell'opinione pubblica. In poco tempo, affluirono grandi folle che lottavano per avere anche dei posti in piedi nella modesta chiesetta costruita da Dowie.

Ma col successo, venne anche una forte persecuzione, che nel solo 1895 costò a Dowie ben 100 arresti. Egli perorava i suoi casi in tribunali completamente dominati dai suoi nemici; il risultato di queste basse corti era del tutto scontato. Quando Dowie perdeva, con grande esasperazione dei suoi avversari, portava la sua causa presso tribunali più elevati, dove le ingiuste decisioni prese dai tribunali di grado inferiore venivano prontamente ribaltate. I suoi nemici, delusi e infuriati, rimanevano impotenti ed erano costretti a rinunciare alla lotta, ritirandosi confusi e riconoscendo la loro completa sconfitta. È inoltre singolare il fatto che molti dei suoi persecutori, o morivano poco dopo oppure per una ragione o per un'altra erano costretti a ritirarsi dalla scena pubblica. Un esempio fu quello del sig. Dunlop, direttore del Chicago Dispatch, promotore della persecuzione contro Dowie a mezzo della carta stampata. Nel giro dei due anni successivi, Dunlop si ritrovò dietro le sbarre del penitenziario a causa della sua vita malvagia e dei crimini contestatigli. La persecuzione contribuì a mettere in atto proprio ciò che i suoi avversari meno desideravano. Invece di essere scacciato ignominiosamente dalla città, come si aspettavano i suoi detrattori, il loro accanimento fece conseguire a Dowie una notorietà tale da permettergli di spostarsi, riempiendolo, nel più grande auditorium di Chicago.

 

Lì, domenica dopo domenica, migliaia di persone si riunivano per ascoltare l'uomo il cui ministero stava influenzando innumerevoli vite, in una maniera a cui Chicago non aveva mai assistito. In quel grande auditorium, moltitudini  riconobbero Cristo quale loro personale Salvatore, rinunciando alle loro cattive abitudini e facendo penitenza per le loro colpe. A quel punto, gli insoliti talenti di Dowie ebbero modo di esprimersi al meglio. La sua voce tuonava contro il peccato nei circoli snob e in quelli più spregevoli. I mali del tabacco, dell'alcool e degli stupefacenti venivano causticamente accusati, con grande costernazione dei commercianti che ne esercitavano la vendita e la distribuzione. Egli denunciava anche le simulazioni e le ipocrisie di una chiesa apostata e decadente. La corruzione del governo o del pulpito erano censurate allo stesso modo, in maniera severa e intransigente. Più volte furono fatti tentativi di zittire Dowie, ma tutti gli sforzi furono vani. Egli non dette tregua alle forze dell'iniquità, continuando a segnalare i mali sociali ovunque si trovavano, senza risparmiare nessuno. Dowie fu ricevuto da membri del Congresso, governatori e, in una occasione, dal presidente Theodore Roosvelt, che addirittura lasciò una riunione di gabinetto per incontrarlo.

Come si è visto, la parola persecuzione non era nuova nel vocabolario di Dowie.

Le testimonianze di avvenute guarigioni erano così fortemente documentate che non esisteva alcuna possibilità di frode.

L'aveva fronteggiata innumerevoli volte, sin dall'inizio del suo ministero. Ma mentre prima il risultato erano state sconfitta e delusione, adesso le sue battaglie avevano esito positivo. Dowie aveva scoperto e utilizzato gli strumenti che Dio gli aveva provveduto per difendersi dai nemici che lo attaccavano: segni, miracoli e prodigi! Se ne verificarono così tanti che le schiere infernali erano confuse. Secondo il grande mandato di Cristo contenuto in Marco 16, i "segni che accompagnano" devono essere le vere credenziali del cristiano. E quando questi accadono, la gente è pronta e disposta a riconoscere l'autorità del ministro. Nonostante l'accanimento contro l'opera di Dowie, la gente accorreva alle sue riunioni in numero sempre crescente. Le testimonianze di avvenute guarigioni erano così fortemente documentate che non esisteva alcuna possibilità di frode. Sarebbe impossibile raccontare tutte le guarigioni che si verificavano quotidianamente, dal momento che Dowie spesso pregava anche oltre mille persone a settimana. Tra i casi più straordinari di guarigione di persone, ce ne furono alcuni anche tra i personaggi noti di quel tempo. Tra questi, la guarigione di Sadie Cody, nipote di Buffalo Bill, quella di Amanda M. Hicks, cugina di Abramo Lincoln e quella di F. A. Graves, evangelista e innografo cristiano, per vent'anni tormentato dall'epilessia. 

 

John ebbe due infarti, l'ultimo dei quali lo immobilizzò su una sedia a rotelle.

Ultima foto di Dowie

L'11 marzo del 1907 andò nella presenza del Signore.

 

FINE

Clicca qui per ascoltare un passaggio di una benedizione di J. A. Dowie

 


 

IL MATERIALE RIPRODOTTO È STATO TRATTO, TRADOTTO E LIBERAMENTE ADATTATO A CURA DI CIRO IZZO, DAI SEGUENTI LIBRI:

- GOD'S GENERALS, DI ROBERTS LIARDON
- JOHN ALEXANDER DOWIE, DI GORDON LINDSAY
- JOHN ALEXANDER DOWIE AND THE CHRISTIAN APOSTOLIC CHURCH, DI ROLVIX HARLAN
- SCRITTI E PUBBLICAZIONI VARIE

 


 

     
DONAZIONI
IBAN DONAZIONI IT23D0306909606100000135846
....
Archivio
       
Archivio