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Data di pubblicazione : 18/08/2013

 

Una testimonianza vivente alla potente realtà contenuta in Marco 16:18

 Jacob Whistler Byers

di Jacob Whistler Byers

(1859-1944)


Cavillino pure i teologi sugli ultimi sette versetti del capitolo 16 del vangelo di Marco. Li rifiutino pure, se vogliono, i traduttori. I cristiani nominali possono perseguitarci e dire falsamente ogni sorta di male contro quelli che credono in Cristo quale proprio Risorto e Vivente Guaritore, ma qui abbiamo una dichiarazione vivente, luminosa e autentica di un fanciullo di tre anni che testimonia contro questa malvagia e incredula generazione che la potenza di Cristo è in grado di guarire ogni nostra infermità e malattia.

Quando tenemmo la nostra prima campagna evangelistica a Fresno, nel maggio del 1895, il piccolo Harry Rasmussen non aveva neanche dieci mesi. Sua madre frequentò i culti, accettò il pieno evangelo e successivamente fu guarita da un male incurabile che la aveva afflitta per dodici anni. Da quel momento, la donna confessò Cristo quale proprio Guaritore per sé stessa e per i figli e non venne meno neanche quando il suo bambino ingerì una sostanza tossica. Ah, se ogni vero seguace di Cristo cominciasse veramente a nutrire un sentimento di perfetta ubbidienza a Dio: crederebbe in tutto quello che Egli ha promesso! Le manifestazioni miracolose della sua potenza si moltiplicherebbero e la chiesa di Dio risplenderebbe di una luce apostolica così sfolgorante da rendere inescusabili tutte le persone non salvate.

La seguente testimonianza ci è stata inviata perché la pubblicassimo:


«Carissimo fratello B., ti mando la mia testimonianza con gratitudine e riconoscenza al mio caro Signore per la misericordia usata verso di me.  «Benedici, anima mia, il Signore; e tutto quello ch'è in me, benedica il suo santo nome.  Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici.  Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità».

Sono immensamente felice che, due anni e mezzo orsono, il Signore ti abbia mandato a Fresno per illustrarci questa benedetta realtà.  Non l'avevamo mai realizzata, pur avendola letta frequentemente in precedenza e, per quanto mi riguarda, se non fosse stato così non avrei mai saputo come confidare nel Signore per la guarigione del mio bambino, in quel momento così difficile. Oh, gloria a Gesù! Nel Suo Nome c'è potenza!

Tutto cominciò circa un anno e mezzo fa.

Qualcuno aveva consigliato a mio marito di praticare un'applicazione di acido carbolico su uno dei nostri vitelli. Dopo averne usato un po', lo portò in casa e lo mise sul tavolo della cucina. Nell'accendere il camino, mi ero proposta di metterlo via al più presto, però mentre facevo questo pensiero, venne l'altra mia figlia di dieci anni ad apparecchiare la tavola. Non sapendo di che si trattasse, posò la bottiglietta su una panca e, prima che me ne fossi accorta, il bambino, all'epoca di due anni, accostò il contenitore alla bocca e sorseggiò. Immediatamente corsi e lo presi in braccio.

Era diventato pallidissimo e tremava tutto. Il suo corpicino si irrigidì come quello di un cadavere e io credevo che lo fosse veramente. Ma invocai il Signore e dissi: "Signore, io so che tu hai anche il potere di risuscitare i morti e sono sicura che puoi far ritornare in vita il mio bambino".

In quel mentre, mi sovvenne un passo della Scrittura: «Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto:... se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male». Distesi il bambino sul letto, mi inginocchiai davanti a lui e dissi al Signore: "O Signore, questa è una Tua promessa per il Tuo popolo: Tu sai che sono una di quelli che credono. Io rivendico questa parola per me e per mio figlio. Tu devi adempierla, perché non puoi mentire. Non ti lascerò andare prima che tu mi abbia benedetta! Sono disposta a darti mio figlio, se lo vuoi; egli è Tuo, ma non lasciarlo morire così. Tu lo sai, Signore, me lo hai dato in risposta a una preghiera; e sai anche che la mia richiesta, prima ancora che nascesse, è sempre stata che Tu ne facessi un operaio nella Tua vigna, un conquistatore di anime per Cristo.

Ora, non posso credere che Tu me l'abbia donato perché muoia adesso. Sono sicura che, per mezzo di lui, vuoi fare un'opera sulla terra. Ristabiliscilo, Signore, ti prego!".

Mentre pregavo, dal cielo scese nel mio cuore la dolce certezza che il bambino sarebbe ritornato in vita e non sarebbe morto. Comunicai anche a mio marito questa convinzione e, mentre lo osservavamo, la vita ritornò nel piccino e le sue guance tornarono a colorirsi.

Questo accadde la sera.

Il giorno seguente la sua bocca era tutta spellata e si vedeva la carne viva, ma gloria a Gesù, il bimbo riusciva anche a mangiare, stava bene e lo portai in giro per testimoniare alle persone ciò che il Signore aveva fatto per noi. Oh, sento di gettarmi faccia a terra davanti alla presenza di Dio: come sono indegna di tutta la bontà che ha avuto verso di noi!

La scorsa estate ha anche guarito mia figlia dai brividi di freddo accompagnati da spasmi. L'avevamo unta nel nome del Signore, come la Parola ci dice di fare, e il Signore l'ha ristabilita all'istante:  da allora è sempre stata bene. Molti altri miracoli ha fatto il Divino Medico verso di noi.

Concludo questa testimonianza dicendo: Gloria a Dio nei secoli dei secoli!


Tua sorella in Cristo

Dagmar Rasmussen

Fresno, California, 16 dicembre 1897.


TESTIMONIANZA TRATTA E LIBERAMENTE TRADOTTA, AD OPERA DI CIRO IZZO, DAL LIBRO THE GRACE OF HEALING, DI JACOB Whistler Byers.



 

     
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