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Anno I, n° 2

«Un terzo dei cristiani siriani è in fuga»


«UN TERZO DEI CRISTIANI SIRIANI È IN FUGA»Siria, mercoledì 23 ottobre 2013.

Secondo  le dichiarazioni di un alto prelato siriano, dall'inizio della guerra civile, quasi un terzo dei cristiani siriani è fuggito dal Paese. Il leader cattolico più anziano della Siria, il Patriarca cattolico greco-melkita Gregorios III Laham, ai microfoni della BBC ha raccontato che, dei circa 1,75 milioni di cristiani presenti in Siria, ben 450.000 sono scappati via. Egli si è tuttavia detto certo che, nonostante tutto, la comunità cristiana su suolo siriano continuerà a esistere.

Il numero preciso dei cristiani di Siria è aperto al dibattito, così come il numero di quelli che hanno lasciato il paese. Un portavoce di Open Doors International, un'organizzazione che sostiene i cristiani sotto pressione per la loro fede, afferma che il numero di quelli che sono andati via potrebbe essere notevolmente inferiore. Monta una certa polemica a proposito del numero dei cristiani presenti in Siria all'inizio della guerra civile. Le stime secondo le quali  ammonterebbero a circa l'8 per cento della popolazione, sono da alcuni ritenute ottimiste. Dei siriani di cui è certa la notizia che abbiano lasciato il Paese - diretti sia verso i campi profughi dei paesi vicini, che in quelli più distanti - la percentuale dei cristiani si ritiene sia inferiore all'8 per cento. Il Patriarca Gregorios, parlando a Londra in occasione della diffusione di un nuovo rapporto datato Giovedì 17 ottobre, ha dichiarato che la persecuzione dei cristiani, a livello globale, si sta comunque inasprendo.

L'agenzia mondiale cattolica di soccorso Aid to the Church in Needs 2013 Persecuted and Forgotten segnala un preoccupante esodo in massa di cristiani da molte nazioni nelle quali lo status di Cristianesimo quale religione universale è in serio pericolo.

Secondo il rapporto, i maggiori problemi si verificano nella Corea del Nord e in Eritrea.

"Ciò che principalmente si evince dal resoconto è che nei due terzi dei paesi in cui la persecuzione dei cristiani è più violenta, si può dire che i problemi si sono aggravati", ammette John Pontifex, uno degli autori della relazione. "In realtà, è in gioco la stessa sopravvivenza della Chiesa in alcune parti del  mondo, specie in Medio Oriente".  La relazione sostiene che la Primavera Araba si è trasformata in Inverno Cristiano, con annessi sconvolgimenti politici rivelatisi particolarmente dolorosi per la minoranza cristiana in Medio Oriente.

"Da tutti i racconti emerge che gli episodi di persecuzione sono attualmente diventati ricorrenti e in via di peggioramento; chiese bruciate, cristiani costretti sotto minaccia ad apostatare, violenze di massa contro le case di credenti, rapimenti e stupri di donne cristiane, propaganda anti-cristiana nei media e da parte del governo, discriminazioni nelle scuole e sui posti di lavoro...e l'elenco potrebbe continuare", ha detto Pontifex.

 

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