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Anno I, n° 5

 

Gli ebrei sono più aperti verso Gesù?

Un nuovo studio rivela che gli Ebrei che condannano il messianesimo sono in diminuzione

 

2 Dicembre 2013

Una nuova indagine del Pew Research Center mostra che oltre un terzo della comunità giudaica continua ad approvare i giudei che credono nella messianicità di Gesù. I leaders della chiesa messianica, tuttavia, sono dubbiosi se ciò sia o meno una prova del fatto che i giudei sono più aperti che in passato nei confronti di Gesù.

"Un clima meno ostile, di più larghe vedute" si sta diffondendo in seno alla comunità  giudaica americana, ha detto il giudeo americano Mitch Glaser, presidente del Chosen People Ministries, in una intervista degli inizi di dicembre 2013 al The Christian Post. Pur ammettendo che questo non vuol dire che i giudei siano affamati di Gesù, Glaser ha dichiarato che questo cambiamento rappresenta un'opportunità unica per i giudei per divulgare il vangelo. Glaser ha spiegato che "più di qualunque altro, il principale ostacolo per il popolo giudaico a credere in Gesù è che, se lo fanno, devono smettere di essere giudei". Mentre più della metà degli ebrei americani considera tuttora il cristianesimo incompatibile con l'ebraismo, il Pew Research Center ha rilevato che il 34 per cento non la pensa così. Il numero è ancora più elevato tra gli ebrei ultra-ortodossi, il 35 per cento, e nella fascia di età 18-49 anni, 38 per cento.

Tuttavia, "gli ebrei oggi si connotano in termini non religiosi", ha aggiunto Glaser. Il 68 per cento degli ebrei pensa che non credere in Dio sia compatibile con l'essere ebreo, mentre il 47 per cento degli ebrei che non praticano alcuna religione ritengono che adorare Gesù sia compatibile con l'essere ebreo. "La fede in Dio non è così importante per essere ebreo quanto l'essere individuati come l'identità etnica o culturale", ha detto il presidente del Chosen People Ministries. "In linea generale, la comunità giudaica sta assumendo un volto più secolare, ma non meno spirituale", sostiene Glaser, affermando che ciò rappresenta un'opportunità. "Direi che il popolo ebraico, particolarmente la parte più giovane, è alla ricerca di una spiritualità più personale, cioè non legata ad alcuna tradizionale denominazione giudaica", ha spiegato.

Ciò significa, dice Glaser, che "la gran parte della comunità ebraica è aperta a un Vangelo presentato in un modo ebraico". Grazie al suo ministero e alla Union of Messianic Jewish Congregations, alla Messianic Jewish Alliance e a Jews for Jesus, le congregazioni negli Stati Uniti e in Israele "non solo stanno riaffermando che si può essere ebrei e credere in Gesù, ma lo stanno vivendo".

David Brickner, direttore esecutivo di Jews for Christ, mentre si rivolge agli studenti presso il Seminario presso il campus del Midwest Baptist Theological (MBTS) di Kansas City.David Brickner,  direttore esecutivo di Jews for Jesus, dubita che questa ammissione si possa tradurre in una maggiore apertura al vangelo. "Voi conoscete certe frasi delle statistiche", ha scherzato Brickner. "...sarebbe meraviglioso se le percentuali dichiarate fossero reali. Ma io non credo che quando riportano che il 34 per cento della comunità giudaica afferma che ormai il giudaismo messianico è entrato a far parte del panorama ebraico, ciò significhi che il 34 per cento della comunità ebraica sia pronta a ricevere Gesù. Brickner ha poi proseguito: "meno affiliato è il giudeo, meno istruito è, e più è probabile che sia disposto a riconoscere che ci sono giudei che credono in Gesù e che ciò non è in contrasto con l'identità giudaica".

Benché una percentuale crescente di ebrei saluti il Messianesimo, essi formano la parte meno collegata, meno istruita e meno influente. "Più impegnato è qualcuno con la comunità ebraica, meno è probabile che ammetta che la fede in Gesù è compatibile con l'identità ebraica". Anche gli ultra-ortodossi, il 35 per cento dei quali riconosce gli ebrei messianici, i credenti in Gesù sono ancora considerati "assolutamente non facenti parte della comunità".

Malgrado ciò, Bricker ha dato anche delle buone notizie. Ripercorrendo il passato, ha menzionato due "sorprendenti movimenti dello Spirito Santo". Negli anni '60 e '70, egli ha osservato, migliaia di giudei americani si sono convertiti a Gesù, mentre negli anni '80 e '90, decine di migliaia di ebrei russi hanno deciso di seguire Cristo. "Oggi stiamo assistendo all'inizio di una nuova ondata di conversioni, stavolta in Israele, tra gli israeliti", ha dichiarato Brickner, citando il caso di oltre 800 giudei israeliani che hanno chiesto di ricevere un Nuovo Testamento ebraico, durante una compagna evangelistica tenuta a Beerseba. "Gli israeliani sono affamati del Nuovo Testamento; potremmo dire che sono una comunità preevangelizzata", ha detto Brickner.


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