Segui il culto in diretta  
Home » Media » Il bereano » La cronaca mondiale e la Bibbia » HOUSTON - Texas, 26 gennaio 2014

Il tuo nomeIl nome del tuo amico
La tua emailEmail del tuo amico
x chiudi

 

Anno II, n° 1

Siamo sull’orlo di una colossale bancarotta dei mercanti valutari emergenti?

 

Houston (Texas), 26 gennaio 2014.


Federal ReserveQuesta volta pare che la Federal Reserve abbia creato un problema veramente globale. Una grossa fetta delle migliaia di miliardi di dollari che ha immesso nel sistema finanziario negli ultimi anni è defluito in mercati emergenti. Ma ora la Fed (Federal Reserve Bank, il sistema di 12 banche che costituiscono la banca centrale degli USA, n.d.r.) ha deciso di dare inizio al cosiddetto “tapering” (graduale riduzione: in sostanza è l’inizio di un progressivo allentamento degli stimoli monetari che la FED sta inserendo nel sistema economico con iniezioni mensili di 85 miliardi di dollari, n.d.r.) e gli investitori vedono il tapering come un segno del proposito di voler tirare fuori il più rapidamente possibile dai mercati emergenti "denaro caldo".

Dal gennaio 2014 l’incentivo scenderà a 75 miliardi al mese, per poi continuare a scendere nei prossimi mesi, sempre che le condizioni economiche lo consentano. Questo sta spingendo le  valute al cedimento e i tassi di interesse a salire in tutto il pianeta. Argentina, Turchia, Sud Africa, Ucraina, Cile, Indonesia, Venezuela, India, Brasile, Taiwan e Malesia sono solo alcuni dei mercati emergenti che sono stati finora duramente colpiti.

In realtà, la settimana scorsa le valute dei mercati emergenti hanno sperimentato il più grande declino a cui si sia mai assistito  dopo la crisi finanziaria del 2008. E tutto questo caos nei mercati emergenti sta seriamente spaventando pure Wall Street. Il Dow Jones è sceso di quasi 500 punti solo nelle ultime due sessioni di trading. Se la Federal Reserve assottiglierà ancora di più nei prossimi giorni i capitali, questa crisi valutaria potrebbe rapidamente trasformarsi in un collasso valutario completo e totale.

Tanti americani avevano sempre pensato che il dollaro USA sarebbe la prima valuta a crollare, alla prossima grande crisi finanziaria. Ma in realtà, in questo momento sta accadendo proprio il contrario, causando il caos in tutto il pianeta. Ecco per esempio cosa accade in Turchia, secondo un recente rapporto del New York Times:

"Venerdì la valuta turca è scesa a un minimo record nei confronti del dollaro, una mazzata che ha colpito il potere d'acquisto di tutti nel Paese. All'angolo di una strada di Istanbul, il cinquantunenne

Yilmaz Gok,  ha detto: «sono pensionato, costretto a sbarcare il lunario con una modesta pensione e tutto ciò che mi interessa è il possibile aumento dei prezzi". "… sarò costretto a tagliare ulteriormente le spese... forse dovrò usare di meno la mia stufa a gas metano".

Ovviamente, l’'inflazione colpisce in maggior misura le persone con basso reddito, rispetto ai ricchi. Mentre prezzi continuano a salire inesorabilmente, sono i poveri a risentire della crisi, dovendo tagliare sui generi di prima necessità, non avendo altro su cui economizzare. E questo non sta accadendo solo in uno o due paesi: è un fenomeno di portata veramente mondiale, come dimostra la seguente osservazione: i mercati emergenti sono il futuro motore di crescita dell'economia globale e un'importante fonte di profitti per le aziende statunitensi.

Queste economie in via di sviluppo erano entrambi destinatari e beneficiari i flussi monetari di massa degli ultimi anni, in quanto gli investitori hanno inseguito più grossi introiti grazie a questi contributi di denaro contante a buon mercato, erogati dalla Federal Reserve e da altre banche centrali. Tuttavia, adesso che la Fed ha iniziato a ridimensionare le emissioni monetarie, molti investitori stanno ritirando dai mercati emergenti i propri capitali per investirli in mercati ed economie più stabili, come quella degli Stati Uniti, danneggiando così le nazioni in via di sviluppo, spiega Russ Koesterich, chief investment strategist presso BlackRock. "I mercati emergenti hanno bisogno di denaro fresco, ma adesso il capitale si sta spostando", dice Koesterich. l'opinione comune è: non siamo interessati ai mercati emergenti".

Ecco un altro esempio.

Amara Konneh Gran parte degli americani non è nemmeno in grado di trovare sulla carta geografica la Liberia, eppure, attualmente, i comportamenti della Federal Reserve stanno spingendo quella nazione sull'orlo del tracollo finanziario: il ministero delle finanze della Liberia, dopo essere stato convocato al Parlamento per rendere conto di un eventuale crollo del valore della moneta liberiana nei confronti del dollaro, ha oggi avvertito la popolazione di non farsi prendere dal panico.  

"Cerchiamo di stare attenti a quello che diciamo a proposito dell'economia. L'inflazione, onorevoli colleghi, non è fuori controllo", ha detto il ministro Amara Konneh (nella foto), pur aggiungendo che il governo è "preoccupato" per la tendenza.


Clicca qui per scaricare l'articolo in formato PDF

 

     
DONAZIONI
IBAN DONAZIONI IT23D0306909606100000135846
....
Archivio
       
Archivio