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Le grandi parole della Bibbia 

ABBA

Forma enfatica del termine ebraico ab, "padre". La parola ha origini aramee (caldee) e significa padre mio. David Levi, nel suo Lingua Sacra, lo fa derivare da una radice che significa desiderio, diletto, compiacimento, soddisfazione: abba esprimerebbe dunque l'amore di un amorevole padre che desidera tutto il bene possibile per i propri figli.  Era questo il termine affettuoso con cui anticamente i figli chiamavano il genitore.

I giudei seguitarono ad usarlo nel dialetto aramaico parlato in Palestina al tempo di Gesù, anche quando la lingua franca era diventata il greco. L'uso del termine abba divenne assai diffuso: le preghiere dei giudei iniziano quasi tutte con questa invocazione (si vedano Geremia 3:4 e Giovanni 8:41). Anche Cristo, in Marco 14:36, si rivolse a Dio invocandolo con questa parola nel Ghetsemane. Il particolare assegnerà alla parolina una speciale importanza nelle prime comunità cristiane, che la ritennero in senso vocativo usandola quasi come un nome proprio di Dio e con grande riverenza. Con l'espressione "avete ricevuto lo Spirito di adozione" (Romani 8:15) l'apostolo Paolo fa osservare che i credenti sotto la grazia possono rivolgersi al loro Padre celeste come suoi figli adottivi. Ai servi, infatti, non era concesso rivolgersi al padrone di casa con tale appellativo (Genesi 22:7; Galati 4:6). Il fatto che gli scrittori del Nuovo Testamento abbiano lasciato la parola abba non tradotta ma facendola seguire sempre dall'equivalente greco pápa, molto probabilmente va interpretato come un tentativo di evitare eccessiva confidenza nei rapporti con Dio. A beneficio dei lettori greci, essi ne suggerirono comunque il significato, dando così origine alla duplice forma Abba, Padre. Lutero tradusse con le parole Abba, caro padre l'espressione di Gesù Abba, o patér (ascolta la pronunzia). Abba è quindi parola carica di significato, significato che la nostra lingua non riesce a rendere sufficientemente. Comprende diverse sfumature, tra le quali amore intenso, tenerezza, fiducia e sottomissione, ma anche familiarità e intima comunione. Figurativamente la parola è usata anche per indicare un benefattore, uno che si cura di qualcuno, uno che sostiene (Giobbe 29:16), un sovrano comprensivo (Isaia 22:21), un benefattore spirituale come un maestro, un istruttore, un consigliere. Nell'Antico Testamento, l'appellativo è spesso usato per sacerdoti e profeti (Giudici 17:10; 18:19; 2 Re 6:21; 13:14) e nelle chiese orientali (siriache, copte ed etiopiche), è il titolo dato impropriamente ai vescovi.

 


 

Ab proviene da una radice che significa "arrendevolezza", e compare in diversi nomi propri ebraici (Abramo, Abacuc, Amminadab, Absalom, Abner, Abigail, ecc.). Era una delle prime parole insegnate ai neonati (Is. 8:4).

Cioè, una lingua usata come strumento di comunicazione internazionale o comunque fra persone di differente lingua madre, come attualmente è l'inglese.

Implica l'atto di chiamare, pregare o invocare qualcuno, in particolare Dio.

Jamieson, Fausset e Brown, A Commentary, critical and explanatory, on the Old and New Testaments, p.242.

A tal proposito, Melantone (umanista e teologo tedesco, grande amico di Lutero) dice che "fino a che l'anima è senza fede e disperata dai propri timori, essa rifugge da Dio ed esita a credere ch'egli ne oda i gemiti o si prenda cura di lei, perciò non lo invoca. Ecco perché Paolo fonde in un'unica entità consolazione e preghiera, attribuendola esclusivamente a quelli che, per mezzo del vangelo, sono già incoraggiati per fede. Infatti, il nostro gridare Abba, Padre, non è forse il nostro riconoscere che Dio è nostro padre e che realmente ci ascolta? È quindi mediante questa fede che riceviamo consolazione e possiamo invocare Dio".


 

Nella composizione di questa scheda sono stati consultati i seguenti testi:

1.       International bible encyclopedia, 5 voll., a cura di James Orr

2.       A Greek and English lexicon to the New Testament, di John Parkhurst

3.       A Hebrew & Chaldee lexicon to the Old Testament, di Julius Fuerst

4.       The cyclopædia of Biblical literature, 2 voll., a cura di John Kitto

5.       Dictionary of the Bible, a cura di John L. McKenzie

6.       People's dictionary of the Bible, a cura di Edwin W. Rice

7.       The illustrated Bible dictionary, a cura di William C. Piercy

8.       The union Bible dictionary, a cura della American Sunday-school Union

9.       Fessenden & co.'s Encyclopedia of religious knowledge, a cura di John N. Brown

10.   Critical and Exegetical Hand-book to the Epistle to the Romans, di H. A. Wilhelm Meyer

11.   Annotations on the Epistles of Paul to the Romans and I. Corinthians chaps. I-VI, di Henry E. Jacobs


 

     
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