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Data di pubblicazione : 26/09/2012

 

John Charles Ryle

(10 maggio 1816 - 10 giugno 1900)

 John Charles Ryle

 Egli brucerà la pula con fuoco inestinguibile

(1878)

 

«Egli ha il suo ventilabro in mano, ripulirà interamente la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile». Mat. 3:12

 

Un testo che descrive con parole una terribile realtà futura: Cristo brucerà la pula con fuoco inestinguibile! Quando il Signor Gesù verrà a purificare la sua aia, punirà con un tremendo castigo tutti quelli che non sono suoi discepoli, cioè quelli che saranno trovati impenitenti e increduli, che hanno soffocato la verità nell'ingiustizia, che si sono tenuti stretti al peccato e al mondo e che hanno posto i loro affetti nelle cose di questa vita: in una parola, tutti quelli che saranno trovati senza Cristo.

Sono destinati a una fine terrificante! Cristo brucerà la pula!

Il loro castigo sarà il più severo. Non c'è dolore paragonabile a quello causato dal fuoco. Mettete per un attimo il dito sulla fiamma di una candela, se avete qualche dubbio, e provate. Il fuoco è il più devastatore e consumante di tutti gli elementi. Guardate nella bocca di un camino e pensate cosa vorrebbe dire essere lì dentro.

Di tutti gli elementi, il fuoco è quello più incompatibile con la vita. Le creature possono vivere nell'aria, nell'acqua e sulla terra, ma nessuna creatura può esistere nel fuoco! Tuttavia, esso sarà serbato per i senza Cristo e gli increduli. Cristo brucerà la pula con fuoco inestinguibile!

Il loro castigo sarà eterno. I secoli passeranno, ma il fuoco nel quale sarà gettata la pula continuerà a bruciare per sempre, non si smorzerà né diminuirà, perché il suo combustibile non si consumerà mai. Sarà una fiamma inestinguibile!

Caro amico, so che sono cose tristi e dolorose da dire! Io non prendo alcun piacere nel parlarne. Ti informo invece che, al pari dell'apostolo Paolo, ho una grande tristezza e una sofferenza continua nel mio cuore. Malgrado ciò, sono cose scritte per il nostro ammaestramento ed è essenziale parlarne. Anch'esse costituiscono la parte utile della Scrittura e bisogna prestar loro attenzione. Per quanto sia penoso parlare dell'inferno, è un argomento su cui non ardisco e non posso tacere. Chi desidererebbe parlare del fuoco dell'inferno, se Dio non glie ne avesse parlato? Quando Dio ne parla in maniera così diretta, chi potrebbe starsene tranquillo? Non posso chiudere gli occhi al fatto che, nelle menti degli uomini, alberga un radicato atteggiamento di rifiuto nei confronti dell'inferno.

Lo intuisco dalla totale passività di alcuni, che mangiano, bevono e dormono, come se non ci fosse nessuna ira a venire! Lo intravedo insinuante nel menefreghismo di certi credenti per lo stato dell'anima del loro prossimo, mostrando scarso interesse nel voler togliere quei tizzoni dal fuoco. È mia intenzione denunciare con tutta la mia forza simili atteggiamenti.

Noi crediamo che ci sono gli spaventi del Signore e che è preparata una eterna ricompensa, e pertanto invito tutti quelli che dicono di credere nella Bibbia a prendere le dovute precauzioni.

Molti non credono affatto che esista un inferno. Ritengono inaccettabile che esista un luogo simile, in quanto contrario alla misericordia di Dio. Dicono che è troppo spaventoso per poter essere vero.

 Inutile dire che il diavolo si rallegra di questa convinzione, che non fa altro che favorire il suo regno. Queste persone predicano la antica dottrina del tentatore: non morirete affatto!

Poi ci sono quelli che non credono che l'inferno sia eterno. Essi sostengono che non può essere che un Dio pietoso punisca eternamente gli uomini e che, alla fine, Egli aprirà certamente le porte della prigione. Questa credenza è un altro potente alleato del diavolo. Prenditela comoda, egli sussurra ai peccatori, e se commetti un errore non preoccuparti, tanto la condanna non durerà per sempre.

Altri ancora credono nell'esistenza dell'inferno ma non vogliono ammettere che qualcuno possa andarvi! Per loro gli esseri umani sono tutti 'buoni' quando muoiono: tutti sinceri, tutti animati da buone intenzioni, per cui tutti, così loro sperano, andranno in paradiso. Ahimè, quanto diffusa e quanto errata è questa opinione! Si può ben capire la domanda di quella ragazzina che chiese alla madre dove fossero seppelliti i malvagi, visto che sulle lapidi del cimitero leggeva solo di persone per bene.

Poi esistono i paladini dell'esistenza dell'inferno, che però non gradiscono che se ne parli. Per loro è un argomento che andrebbe volentieri evitato. Non vedono alcuna utilità nell'approfondirlo e anzi la sola menzione della parola inferno incute in loro timore. Anch'essi forniscono un grandissimo aiuto al diavolo.  Zitti, zitti! dice Satana, non dite nulla dell'inferno. Il cacciatore infatti evita ogni rumore quando tende la sua trappola e il lupo spera che il pastore dorma mentre si aggira intorno all'ovile. Proprio così: il diavolo si rallegra quando i cristiani tacciono a proposito dell'inferno.

In linea di massima, queste sono le varie opinioni circolanti in merito all'inferno.

Ma tu e io dobbiamo farci condizionare da ciò in cui crede l'uomo?

Non sarà un essere umano a giudicarci, nell'ultimo giorno e perciò non facciamoci suggestionare dalle immaginazioni e dalle tradizioni umane. C'è un solo punto che dobbiamo necessariamente prendere in considerazione: cosa dice la Bibbia al riguardo?

Tu credi nella Bibbia? Bene: allora dipendi da essa. L'inferno è concreto e reale.  Lo è quanto il paradiso, quanto la giustificazione per fede, quanto la morte di Cristo sulla croce. Se dubiti dell'inferno, non c'è dottrina di cui non sarai legittimamente autorizzato a dubitare. Se non credi nell'inferno, smonterai, sconvolgerai e comprometterai tutte le Scritture! A quel punto, potresti anche buttar via la tua Bibbia. Da niente inferno a niente Dio il passo è breve.

Credi nella Bibbia? Allora da' credito alle sue dichiarazioni. L'inferno avrà la sua popolazione, di cui certamente faranno parte i malvagi e tutti quelli che abbandonano Dio. Essi andranno certamente a dannazione eterna.

Lo stesso Salvatore che oggi siede su un trono di grazia, un giorno siederà su un trono di giudizio e gli uomini saranno sottoposti all'ira dell'Agnello! Le stesse labbra che oggi dicono Venite a Me, un giorno diranno Allontanatevi da me, malfattori!

Ahimè, è terribile pensare che un giorno gli uomini saranno condannati da Cristo, giudicati dal Salvatore, condannati alla miseria eterna dall'Agnello!

Credi nella Bibbia? Allora fìdati di ciò che dice. L'inferno implicherà una sofferenza straziante e inesprimibile.

È inutile parlare di tutte le espressioni che cercano di renderne l'idea, poiché sono termini simbolici. Il pozzo, il carcere, il verme, il fuoco, la sete, l'oscurità, la caligine, il pianto, lo stridore dei denti, la morte seconda, sono tutte figure.  Tuttavia le figure usate dalla Bibbia hanno innegabilmente un significato e, in questo caso, indicano qualcosa che va al di là della mente umana.

Oh, fratello, le sofferenze della mente e dello spirito sono assai più dolorose di quelle materiali! L'entità dell'inferno, il tormento che esso produrrà, l'amaro ricordo del passato, la prospettiva di un futuro senza speranza, non potranno mai profondamente essere compresi, se non da quelli che saranno in quel luogo!

Credi nella Bibbia? Dunque, dipendi da lei. L'inferno sarà per sempre. Deve essere così, altrimenti le parole sono vane.

Nei secoli dei secoli; per sempre; inestinguibile; che non muore: tutte espressioni per descrivere l'inferno, che non possono essere adeguatamente spiegate. L'inferno deve comunque essere eterno, altrimenti cadono le sue stesse premesse. Se l'inferno avrà un termine, allora deve averne uno anche il paradiso. Entrambi dureranno per sempre o avranno una fine.

L'inferno deve essere eterno; diversamente, ogni dottrina del Vangelo risulta minata. Se un uomo, alla fine, potrà scampare all'inferno senza aver fede in Cristo, o senza la santificazione dello Spirito, allora il peccato non è più il male universale ed è stato vano che Cristo abbia compiuto l'espiazione. E chi ci autorizza a dire che l'inferno può cambiare un cuore o renderlo adatto per il paradiso?

L'inferno deve essere eterno, oppure smette di essere tale. Date una speranza all'uomo e lui sopporterà ogni cosa. Concedetegli una speranza di liberazione, per quanto remota, e l'inferno non è che una goccia d'acqua.

Ah, caro amico, queste sono cose solenni!

ETERNO è la parola più maestosa della Bibbia! Ahimè, in quel giorno il domani cesserà di essere! In quel giorno gli uomini cercheranno la morte ma non la troveranno, brameranno di morire ma la morte fuggirà da loro!

Chi dimorerà con il fuoco consumante! Chi dimorerà con gli ardori eterni!

Credi nella Bibbia? Dipendi da lei. L'inferno è un soggetto che non deve essere eluso. È sorprendente osservare quanto numerosi siano i testi biblici che ne parlano ed è ugualmente singolare che nessuno ne parli più del Signore Gesù Cristo, il nostro misericordioso Salvatore, e di Giovanni, l'apostolo dell'amore. Ora, si potrebbe avanzare qualche dubbio se fossimo noi ministri a parlarne più del dovuto. Non posso dimenticare le parole rivolte da un uomo in fin di vita a Newton: Signore, tu mi hai parlato spesso di Cristo e della salvezza; perché non mi ricordasti ancora più spesso dell'inferno e del rischio di cadervi?

Che gli altri non parlino affatto dell'inferno, se vogliono, ma io non oso fare questo. Io vedo questa terribile realtà chiaramente indicata nelle Scritture e devo parlarne. Temo che migliaia di anime si trovino sulla strada larga che conduce ad esso e vorrei sinceramente suscitare in loro il senso del pericolo.

Cosa pensereste di un uomo che, vedendo la casa del suo vicino in pericolo di essere bruciata, non gridi Al fuoco?  E cosa direste di un ministro, un guardiano di anime, che vedendo il fuoco dell'inferno divampare da lontano non avverta mai gli uomini?

Se volete, definite pure il parlare dell'inferno un parlare di cattivo gusto. Chiamate pure altruismo il presentare le cose più piacevoli, il parlarne con dolcezza, cullando gli uomini nell'illusione di una falsa pace.

Quanto a me, Dio mi liberi da questo tipo di raffinatezza e da questo presunto altruismo! Il mio altruismo è quello di mettere chiaramente in guardia gli uomini del pericolo a cui vanno incontro! La sensibilità che ritengo di dover possedere, come ministro di culto, è quella di annunciare tutto il consiglio di Dio. Se non parlassi dell'inferno, terrei segreta una realtà che poteva rivelarsi vantaggiosa e mi sentirei complice del diavolo.

Amico, ti esorto con tutto il cuore, fa' molta attenzione alle false credenze intorno al soggetto che ho esposto sinora. Attento a tutte le nuove e strane dottrine sull'inferno e sull'eternità del castigo.

Bada a non fabbricarti un Dio a tuo uso e consumo, un Dio tutto misericordia e niente giustizia; un Dio solo amore, ma che non è santo; un Dio che ha preparato il paradiso per tutti, ma l'inferno per nessuno; un Dio che permette che il bene e il male vadano fianco a fianco nel tempo, ma che non farà alcuna distinzione tra il bene e il male nell'eternità. Un tale Dio è in realtà un idolo concepito dalla tua immaginazione! Vale quanto le immagini dei serpenti o dei coccodrilli raffigurate nei templi egiziani, quanto un idolo di rame o di argilla! È stato forgiato dalle mani della tua immaginazione e della tua emozionalità.

 Non è il Dio della Bibbia e, al di fuori del Dio della Bibbia, non c'è alcun altro dio. Il tuo paradiso non sarebbe per nulla un paradiso. Un paradiso che accogliesse ogni risma di gente peccaminosa offrirebbe un contrasto veramente triste.

Ahimè, che eternità sarebbe in un tale paradiso! Differirebbe veramente poco dall'inferno stesso! Ah, amici che ascoltate, l'inferno esiste! La pula è preparata per il fuoco! Fate attenzione a non scoprirlo a vostre spese troppo tardi!

Attenti a non farvi saggi oltre ciò che è scritto. Attenti a non formarvi delle personali teorie fantasiose, sforzandovi poi di farle combaciare con la Bibbia. Badate a non compiere delle classificazioni nella vostra Bibbia per soddisfare le vostre tendenze, scartando, come bambini viziati, tutto ciò che vi sembra spiacevole e, sempre come bambini capricciosi, accettando solo ciò che vi gratifica.

Questo metodo non è un po' come il temperino da scriba del re Ieoiachim? Non è lo stesso che dire a Dio che tu, povero verme di breve durata, ne sai più di Lui?

Questo non va bene! Non va bene. Bisogna accettare la Bibbia così com'è, leggerla e crederla in toto, accostandosi ad essa con lo spirito di un piccolo fanciullo.

Non essere così poco intelligente da dire: Credo in questo verso perché mi piace e rigetto quell'altro, perché non mi piace. Questo lo accetto perché sono d'accordo, quello lo rifiuto perché non si concilia con le mie opinioni.

Piuttosto, chi sei o uomo che replichi contro Dio? Con quale diritto parli in questo modo? Invece, leggendo ogni capitolo della Parola, dovresti dire: Parla Signore, poiché il Tuo servo ascolta!

Ah, caro amico, se gli uomini si comportassero così, non negherebbero l'inferno, la pula e il fuoco!


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