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Home » Media » Sermoni del passato » Ricordatevi della moglie di Lot - John C. Ryle » III Parte

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Data di pubblicazione : 12/02/2014

 

 

Una donna da ricordare: "ricordatevi della moglie di Lot"

"Ricordatevi della moglie di Lot". Luca 17:32

 

 

a.     Non dimenticate mai che quella Bibbia che insegna che Dio, nella sua misericordia e compassione, ha mandato Cristo a morire per i peccatori, insegna altresì che Egli odia il peccato e che deve, per la sua stessa natura, punire tutti quelli che commettono il peccato o si rifiutano di accettare la salvezza che ha provveduto. Lo stesso capitolo nel quale è scritto che "Dio ha tanto amato il mondo", dichiara anche che "l'ira di Dio rimane su di lui" (Giovanni 3:16, 36). Lo stesso Vangelo che inizia con la beata buona novella che "chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato", afferma nello stesso tempo che "chi non avrà creduto sarà condannato" (Mar. 16:16).

b.    Non dimenticate mai che Dio ci ha dato ampie prove nella Bibbia che punirà l'uomo dal cuore indurito e incredulo e che si può vendicare dei suoi nemici, così come mostra misericordia verso il penitente. Il diluvio abbattutosi sul mondo antico, la distruzione di Sodoma e Gomorra, la totale disfatta di Faraone e del suo esercito annegati nel mar Rosso, il giudizio inflitto su Core, Datan e Abiram, la completa eliminazione di sette nazioni abitanti il paese di Canaan, sono tutti episodi che ci mostrano la stessa spaventosa verità. Ci vengono dati tutti come segnali di avvertimento, affinché non provochiamo Dio. Hanno tutti l'intenzione di sollevare la cortina che sovrasta le cose a venire, ricordandoci che esiste una realtà chiamata ira di Dio. Ci dicono inoltre tutti chiaramente che "gli empi se ne andranno al soggiorno di morti" (Sal. 9:17).

c.     Non dimenticate mai che il Signore Gesù Cristo ha parlato in maniera esplicita a proposito della realtà e dell'eternità dell'inferno. L'episodio del ricco e di Lazzaro riferisce dei particolari che dovrebbero far tremare gli uomini, ma non è solo quello. Nessuna bocca pronunciò mai così tante parole per dire quanto terribile sia l'inferno quanto quella di Colui che parlò come mai nessun uomo ha parlato e che disse: "La parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato" (Giovanni 14:24). L'inferno, il fuoco dell'inferno, la dannazione dell'inferno, la condanna eterna, la resurrezione dei dannati, il fuoco eterno, il luogo di tormento, distruzione, le tenebre di fuori, il verme che non muore, il fuoco che non si estingue, pianto e stridore di denti, punizione eterna: queste sono le espressioni utilizzate dal Signore Gesù Cristo in persona. È ora di smetterla con le miserabili sciocchezze rifilateci dalla gente in questi giorni, secondo cui i ministri del Vangelo non dovrebbero mai parlare dell'inferno! Costoro mostrano unicamente la loro ignoranza, o probabilmente la loro malafede, nel parlare in tal modo. Nessuno può leggere sinceramente i quattro Vangeli e fare a meno di vedere che chi vuole seguire l'esempio di Cristo deve parlare dell'inferno.

d.    Infine, non dimenticate mai che i confortanti ritratti offertici dalla Scrittura a proposito del paradiso ci vengono preclusi, se neghiamo la realtà dell'eternità dell'inferno.  Non ci sarà alcuna dimora futura separata, per quelli che muoiono empiamente e lontano da Dio? Gli uomini, dopo la morte, andranno tutti nello stesso luogo in un'unica e confusa moltitudine? Allora il paradiso non sarà affatto un paradiso! È del tutto impossibile per due persone vivere insieme se non vanno d'accordo. Verrà un tempo in cui l'inferno e il castigo termineranno? I malvagi, dopo qualche periodo di tormento, saranno accolti in paradiso? Ma allora la necessità della santificazione dello Spirito è inutile e disprezzata! Io leggo che gli uomini possono essere santificati e resi idonei per il cielo mentre sono sulla terra; non leggo di alcuna santificazione nell'inferno. Basta con queste teorie infondate e antiscritturali! L'eternità dell'inferno è tanto chiaramente affermata nella Bibbia quanto quella del paradiso. Tollerate una sola volta che l'inferno non è eterno e potrete affermare anche che Dio e il paradiso non sono eterni. La stessa parola greca usata nell'espressione "castigo eterno" è quella usata dal Signore Gesù nell'espressione "vita eterna" e dall'apostolo Paolo, quando parla "dell'eterno Dio" (Matteo 25:46; Romani 16:26). Ora io mi rendo conto che tutto ciò suona spaventoso per molti; non me ne meraviglio. Ma la sola domanda che dobbiamo porci è questa: "è scritturale?" In altre parole, è vero? Io attesto fermamente che lo è, e affermo che dovrebbe essere rammentato spesso ai cristiani praticanti il fatto che possono perdersi e andare all'inferno. Io so che è facile negare tutto il chiaro insegnamento a proposito dell'inferno e renderlo fastidioso usando nomi spiacevoli. Frequentemente ho sentito parlare di "vedute ristrette", di "concezioni antiquate", di "teologia del fuoco e dello zolfo" e cose simili. Spesso mi è stato detto che, oggi giorno, necessitano più "ampie" vedute. Ma io rispondo che desidero essere aperto quanto dice la Bibbia, né più né meno. Io dico che il teologo dalla "mente ristretta" è colui che adatta certe parti della Bibbia alle aspirazioni dell'uomo e che rifiuta qualche parte del consiglio di Dio. Dio sa che io non parlo mai dell'inferno senza provare dispiacere e sofferenza. Offrirei  con gioia la salvezza del Vangelo anche al primo dei peccatori. Direi               volentieri al più vile e al più dissoluto degli uomini sul suo letto di morte "ravvediti, credi in Gesù e sarà salvato". Ma Dio non voglia mai che io mi trattenga dal dire all'uomo mortale che la Scrittura rivela l'esistenza di un inferno come quella di un paradiso e che il Vangelo insegna che gli uomini possono essere perduti o salvati. Un pompiere che rimanga in silenzio vedendo un incendio si rende colpevole di una grossa negligenza; un dottore che ci dica che stiamo bene, quando invece stiamo per morire, è un falso amico. Allo stesso modo, un ministro che evita di predicare l'esistenza dell'inferno nei suoi sermoni non è né un uomo fedele né un altruista. Quale carità può esserci in chi si astiene dall'annunciare qualche parte della verità di Dio? Il mio migliore amico è chi mi avverte dell'entità del pericolo che corro. Quale vantaggio c'è nel nascondere il futuro agli occhi dell'impenitente e dell'empio? Certo è come se favorissimo il diavolo, quando non diciamo chiaramente agli altri che "l'anima che pecca morrà". E chi può dire se la deplorevole indifferenza di molte persone battezzate non nasca proprio dal fatto che non hanno mai parlato loro esplicitamente dell'inferno? Chi  può escludere che si convertirebbero a migliaia, se i ministri li esortassero con maggior dedizione a fuggire dall'ira a venire? In verità, temo che siamo in molti ad essere colpevoli in questo; c'è una discrezione sproporzionata tra noi, che non è quella di Cristo. Ci parlano di misericordia, ma non di giudizio; ci predicano innumerevoli sermoni sul paradiso, ma pochi sull'inferno. Siamo stati influenzati dalla miserabile paura di essere considerati "bassi, volgari e fanatici". Abbiamo dimenticato che chi ci giudica è il Signore e che l'uomo che insegna le stesse dottrine insegnate da Cristo non può sbagliare. Se mai tu voglia essere un cristiano in salute e attaccato ai principi della Scrittura, ti supplico di dare all'inferno un posto nella tua teologia. Fissalo nella tua mente come un principio ben saldo, che Dio è un Dio di giudizio come anche di misericordia e che gli stessi consigli eterni che stabilirono il fondamento della beatitudine celeste, hanno anche posto la base della sofferenza dell'inferno. Tieni sempre ben chiaro nella tua mente che tutti quelli che muoiono senza perdono e senza essere rigenerati, sono totalmente inadeguati a stare nella presenza di Dio, e devono essere perduti per sempre. Non sono in grado di godere il paradiso; in quel luogo non potrebbero essere felici. Essi devono andare nel loro luogo, e quel luogo è l'inferno. Oh, che grande cosa, in questi giorni, è credere in tutta la Bibbia! Se mai tu voglia essere un cristiano in salute e attaccato ai principi della Scrittura, ti supplico di fuggire il ministro che non insegni chiaramente la realtà dell'eternità dell'inferno. Un tale uomo può forse essere rassicurante e piacevole, ma è molto più probabile che ti accarezzi per farti addormentare che per condurti a Cristo o per edificare la tua fede. Non è possibile tralasciare qualche parte del consiglio di Dio senza rovinare il tutto. È  una predicazione tristemente manchevole quella che indugia esclusivamente sulle compassione di Dio e sulle gioie celesti, senza mai prospettare i terrori del Signore e i tormenti dell'inferno. Forse riscuoterà successo, ma non è scritturale. Forse sarà lusinghiera e gratificante, ma non salverà. Datemi una predicazione che non si astenga dall'annunciare alcuna verità rivelata da Dio. Potete definirla dura e severa; potete obiettare che terrorizzare la gente non è il modo per farle del bene. Ma state dimenticando che lo scopo supremo del Vangelo è quello di persuadere gli uomini "a scampare dall'ira a venire", e che è vano aspettarsi che gli uomini fuggano se non sono impauriti.  Sarebbe bene per molti che si definiscono cristiani, avere più spavento per le proprie anime di quanto non ne provino adesso!

Se mai tu voglia essere un cristiano in salute e attaccato ai principi della Scrittura, considera spesso quale sarà la tua fine. Sarà la beatitudine o il tormento eterno? Sarà la morte dei giusti, o sarà una morte senza speranza, come quella della moglie di Lot? Tu non vivrai in eterno; ci sarà una fine, un giorno all'altro. Un giorno ascolterai l'ultimo sermone; un giorno innalzerai l'ultima preghiera; un giorno leggerai l'ultimo capitolo della Bibbia; importanza, desiderio, speranza, intenzione, decisione, dubbio, tentennamento: tutto avrà una fine. Tu dovrai lasciare questo mondo e comparire davanti al Dio santo. Oh, possa tu essere saggio! Possa tu considerare la fine che ti attende! Non puoi continuare a trastullarti per sempre: verrà un momento in cui dovrai prendere le cose sul serio. Non puoi rimandare all'infinito le preoccupazioni dell'anima tua: il giorno verrà in cui ci sarà la resa dei conti con Dio. Non puoi sempre cantare, ballare, mangiare, brindare, vestirti, leggere, ridere, scherzare, fare progetti e pensare a far soldi. Gli insetti d'estate non possono sempre sollazzarsi al sole. La notte gelida arriverà e interromperà per sempre il loro trastullo. Così sarà per te. Oggi puoi mettere in disparte il problema religione e rifiutare le esortazioni dei ministri di Dio, ma si avvicina il giorno in cui Dio si farà avanti per parlare con te. E quale sarà la tua fine? Sarà una fine senza speranza, come fu quella della moglie di Lot? Io ti imploro, per le compassioni di Dio, a far fronte risolutamente a questo quesito. Ti supplico di non soffocare la tua coscienza, riponendo vaghe speranze sulla misericordia di Dio, mentre il tuo cuore è attaccato alle cose del mondo. Ti prego di non coprire le tue responsabilità con le favole infantili sull'amore di Dio, mentre i tuoi modi e le tue abitudini quotidiane mostrano chiaramente che "l'amore del Padre non è in te". Certo, in Dio c'è misericordia come un fiume, ma essa è serbata al credente pentito in Cristo Gesù. Dio nutre un amore verso i peccatori che è incomprensibile e imperscrutabile, ma esso è riservato a quelli che odono la voce di Cristo e lo seguono. Assicurati di avere un trasporto per quell'amore. Allontana ogni peccato conosciuto; sepàrati decisamente dal mondo; grida potentemente a Dio in preghiera; gèttati interamente e senza riserve nelle braccia del Signore Gesù ora e nell'eternità; deponi ogni peso. Non aggrapparti a nulla, per quanto caro possa esserti, che intralci la salvezza dell'anima tua; abbandona, per quanto prezioso possa essere, tutto ciò che si frappone tra te e il cielo. Questo vecchio mondo andato in rovina sta per affondare velocemente e la sola cosa che conta è avere un posto in una scialuppa di salvataggio e arrivare sano e salvo a riva. Metti tutto il tuo impegno nel rendere sicura la tua chiamata e la tua elezione. Qualunque cosa accada alla tua casa e ai tuoi beni, assicurati di avere la certezza del paradiso. Meglio un milione di volte essere deriso e essere ritenuto l'ultimo in questo mondo, che andare all'inferno nel mezzo di una folta assemblea e finire come la moglie di Lot! Voglio qui rivolgermi in particolare a te, o lettore, in modo da poter imprimere nella tua coscienza alcune questioni di importanza vitale. Tu hai letto la storia della moglie di Lot, i suoi privilegi, il suo peccato e quale sia stata la sua fine. Ti è stata detta l'inutilità di certi privilegi senza il dono dello Spirito Santo, ti è stato detto il pericolo dell'attaccamento alle cose del mondo e ti è stato parlato della realtà dell'inferno. Permettimi adesso di concludere il tutto con qualche appello diretto al tuo cuore. In un tempo di così tanta luce, conoscenza e impegno religioso, desidero porre dinanzi a te un faro per impedire all'anima tua di colare a picco. Quanto vorrei mettere una boa nel canale di tutti i viaggiatori spirituali e scriverci sopra "ricordatevi della moglie di Lot"!

a.     Sei distratto a proposito del ritorno di Cristo? Ahimè, quanto sono numerosi gli uomini che vivono come si viveva a Sodoma e ai giorni di Noè: sì mangia, si beve, si pianta, si costruisce, ci si sposa e si viene sposati, come se Cristo non dovesse mai ritornare. Se sei uno di questi, io ti dico quest'oggi: "sta' attento; ricordati della moglie di Lot".

b.    Sei tiepido o forse freddo nell'esercizio del tuo cristianesimo? Ahimè, quanto numerosi sono quelli che appartengono a questa categoria! Essi cercano di servire due padroni: si affannano a tenersi buoni sia Dio che mammona. Li vedete sforzarsi di essere una specie di pipistrello spirituale, cioè né una cosa né un'altra: non completamente cristiani, ma neanche completamente del mondo. Se anche tu sei di questi, io ti dico quest'oggi: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

c.      Ti stai fermando tra due certezze e tendi a ritornare nel mondo? Ahimè, quanti si trovano nella tua condizione! Hanno paura della croce, non amano la fatica e l'ignominia legate a un convinto sentimento religioso. Sono stanchi del deserto e della manna e se potessero, ritornerebbero con tutto il cuore in Egitto. Se sei uno di loro, io ti dico quest'oggi: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

d.    Stai coltivando segretamente qualche vizio inguaribile? Ahimè, quanti ce ne sono come te! Essi si spingono avanti nella loro professione di fede; fanno molte cose giuste e paiono appartenere al popolo di Dio. Ma c'è sempre qualche cattiva abitudine coccolata che non riescono a sradicare dal proprio cuore. La mondanità nascosta, la cupidigia o la lussuria sono a loro attaccate come una seconda pelle. Vedrebbero con piacere abbattuti tutti i loro idoli, tranne quello. Se sei tra questi, io ti dico quest'oggi: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

e.      Stai giocherellando con dei piccoli peccati? Ahimè, quanti ce ne sono! Hanno un grande rispetto per le grandi e fondamentali dottrine del Vangelo. Si tengono lontani da ogni grave dissolutezza e da qualsiasi aperta violazione della legge di Dio, ma sono tristemente incuranti delle piccole incongruenze e dolorosamente lesti a scusare se stessi."è solo un piccolo scatto di collera, una trascurabile leggerezza, una banale dimenticanza", ci dicono; "Dio non fa caso a queste sciocchezze. Nessuno di noi è perfetto; Dio non ci ha mai chiesto di esserlo". Se anche tu sei tra questi, io quest'oggi ti dico: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

f.      Stai forse riposando su allori di privilegi religiosi? Ah, quanti lo fanno! Godono dell'opportunità di ascoltare regolarmente la predicazione del vangelo e di partecipare alla cena del Signore, e riposano sulle loro fecce. Appaiono "ricchi, arricchiti e mancanti di nulla" (Apoc. 3:17), mentre non hanno né fede, né grazia, né mente orientata alle cose del cielo, e non sono preparati per esso. Se fai parte di questa categoria di persone, io quest'oggi ti dico: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

g.     Stai confidando nella tua competenza religiosa? Ahimè, quanti lo fanno! Essi non sono ignoranti, al pari degli altri uomini: conoscono la differenza tra la vera e la falsa dottrina. Possono polemizzare, possono ragionare, possono discutere e citare testi su testi; ma con tutto questo, non sono convertiti e sono ancora morti nelle loro trasgressioni e nei loro peccati. Se sei tra questi, io ti dico quest'oggi: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

h.    Ostenti una religione eppure sei ancora aggrappato al mondo? Ahimè, quanti lo fanno! Ambiscono essere ritenuti dei cristiani. Amano essere creduti responsabili, equilibrati, corretti, assidui frequentatori dei culti ma, nonostante ciò, il loro abbigliamento, i loro gusti, le loro compagnie, i loro passatempi dicono chiaramente che essi appartengono al mondo. Se sei uno di questi, io ti dico quest'oggi: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

i.       Confidi nel fatto che in punto di morte potrai pentirti? Ahimè, quanti la pensano così! Sanno che non sono ciò che dovrebbero essere: non sono ancora nati di nuovo e non sono pronti per morire. Ma si illudono che, quando la loro infermità finale si presenterà, avranno tempo di ravvedersi, di afferrarsi a Cristo e di lasciare questo mondo perdonati, santificati e preparati per il cielo. Dimenticano che spesso la gente muore all'improvviso e che, in genere gli uomini come vivono così muoiono. Se sei tra questi, io ti dico quest'oggi: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

j.       Sei membro di una chiesa evangelica? Quanti lo sono, ahimè, e quanti continueranno ad esserlo! Ascoltano la verità domenica dopo domenica e rimangono duri come "la macina di sotto". Nei loro orecchi echeggia un sermone dopo l'altro. Mese dopo mese vengono invitati a ravvedersi, a credere, a venire a Cristo e a essere salvati. Passano gli anni ma non cambiano. Rimangono adagiati dietro un ministro di loro gradimento e continuano ad accarezzare i loro peccati preferiti. Se sei uno di questi, io ti dico quest'oggi: "bada a te stesso; ricordati della moglie di Lot".

Oh, possano queste solenni parole del nostro Signore Gesù Cristo essere scolpite intimamente in tutti i nostri cuori! Possano esse scrollarci quando siamo indolenti,

possano vivificarci quando siamo morti, possano eccitare il nostro udito, quando siamo sordi e riscaldarci quando sentiamo freddo! Possano essere rivelarsi un pungolo che ci sproni quando stiamo per cadere e un freno per controllarci quando ci stiamo pervertendo! Possano esse costituire uno scudo a nostra difesa e una spada con la quale combattere coraggiosamente, quando Satana viene a tentarci con astuzia sussurrando "Lascia stare Cristo, ritorna nel mondo e seguimi!"

Oh, che noi possiamo dire, nell'ora del cimento, "anima mia, ricorda l'avvertimento del tuo Salvatore! Anima mia, anima mia, hai dimenticato le sue parole? Anima mia, anima mia, ricordati della moglie di Lot!".


FINE

 

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