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IL RITORNO ALLA MAGIA

 

Evento culturale? Sedimento al fondo della storia del quotidiano?

Il confronto scienza-antiscienza, antiscienza-Bibbia.

 

 

Magia, astrologia, fatture, incantesimi, filtri e porzioni nel passato non furono espressione di arcaiche superstizioni appartenenti a un certo mondo contadino. Neanche risposta irrazionale al mistero della natura e della vita da parte delle classi meno colte. Piuttosto appannaggio di elite di potere politico e intellettuale.

E' risaputo che Napoleone Bonaparte convocò la maga Nurgia per conoscere il suo futuro; la sconfitta di Waterloo gli fu predetta. Luigi XVI, il re francese poi ghigliottinato, nominò conte e magonegromante ufficiale di corte Cagliostro, in piena "età dei Lumi".

In realtà gli uomini di ogni tempo si sono interessati di magia. Lo scrittore Van Baalem nel suo libro: "Il Caos dei Culti" afferma: "Troviamo tracce di spiritismo fra gli antichi Cinesi, gli Indù, i Babilonesi e gli Egiziani; e possiamo rintracciarlo nell'Impero Romano e nell'Europa del Medio Evo. Di tutti i movimenti religiosi illusori di oggi è dunque l'unico che già esistesse, e le Scritture ne parlano".

Come fenomeno d'interesse generale solo l'Ottocento con le sue ideologie positivistiche liquidò il magico. Il neopositivismo riuscì ad allontanare dalla gente l'ideologia dell'incantesimo; il progresso, si disse, l'avrebbe cancellato.

Eppure la magia oggi sta vivendo il suo "revival". I settimanali ne discutono, convegni organizzati da università chiamano a raccolta studiosi di psicologia, letteratura, antropologia, etnologia, storici, per scandagliare la magia nei suoi vari aspetti.

Persino nelle aule dei tribunali emergono dati sconcertanti: per conoscere dove si trovasse la "prigione del popolo" di un leader politico sequestrato dai terroristi, alcuni si rivolsero agli spiriti.

Sembra proprio che siano finiti i tempi in cui anche solo mostrare un interessamento "culturale" alla magia era ritenuto colpa meritevole di pena capitale. Almeno nelle civiltà occidentali.


 

OGGI SI TORNA ALLA MAGIA E I PERCHE' SONO DIVERSI.

Un periodo di neospiritualismo sono i nostri anni e quelli immediatamente precedenti; possono essere certamente definiti come La delusione seguita agli ideali del benessere, delle riforme sociali, del Welfar-State, insieme alla caduta delle speranze, sono state certamente il terreno adatto per vedere rispuntare, più malefica che mai, la pianta spesso strappata ma mai estirpata della magia.

ll confronto scienza e magia può senz'altro far parlare di scienza e antiscienza. Ambedue, infatti, hanno posseduto intenti comuni: ordinare l'universo con leggi e riti. Le risposte sono quelle che divergono.

E' stato detto che "la magia è la scienza prima della scienza, la forma originale del pensiero umano che cerca di fornire spiegazioni ai fenomeni della natura e alle angosce dell'uomo". Contro la pretesa della scienza di poter controllare ogni cosa, la magia si pone dinanzi ai limiti scientifici come un asilo nei confronti di questa che sembra ormai sapere soltanto dare alla luce cose orrende. La mancanza di fiducia nella scienza porta dunque all'antiscienza, alla magia. L'uomo di oggi, rifiutando la razionalità, cerca aiuto nel magico e nel fantastico; quella voce mai sopita nell'uomo che lo porta alla ricerca del "superiore", porta, così, direttamente verso il soprannaturale, anzi al paranormale.

Antropologicamente, considerando l'uomo nella sua dimensione animale, chi si rivolge alla magia prova un beneficio soprattutto comunitario. Invece di prendersi la vendetta contro la persona odiata o temuta, infilza un pupazzo e il bene della comunità è preservato senza neanche essere turbato. C'è una tendenza a recuperare il possibile dal magico.

Infine, c'è un ritorno alla magia anche perché le forme religiose come si sono affermate in Occidente non soddisfano più l'uomo di oggi, non placano i suoi timori, non esautorano i dubbi che si armano a terribili nemici.

 

LA PAROLA DI DIO HA SEMPRE CONDANNATO LE ARTI MAGICHE,                     


Quelli che le esercitano e quelli che vi ricorrono sono indicati come colpevoli:"Non lascerai vivere la strega" (Esodo 22:18).

Nella legge di Mosè si prescriveva: "Se qualche persona si volge agli spiriti e agli indovini per prostituirsi (andare) dietro a loro, io volgerò la mia faccia contro quella persona e la sterminerò di tra il suo popolo" (Levitico 20:6).

"Se un uomo o una donna hanno uno spirito o indovina, dovranno essere messi a morte; saranno lapidati, il loro sangue ricadrà su loro" (Levitico 20:27).

"Così morì Saul, a motivo dell'infedeltà che aveva commesso contro l'Eterno, ed anche perché aveva interrogato e consultato quelli che evocano spiriti, mentre non aveva consultato l'Eterno" (1 Cronache 10:13,14).

Il Nuovo Testamento stigmatizza ogni magia: "Le opere della carne sono: ... stregoneria ..." (Galati 5:20).

"Quanto agli ... stregoni ... la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda" (Apocalisse 21:8).

Spesso quelli che ricorrono alla magia cominciano per "gioco". I motivi sono diversi: evadere, sfuggire alla routine della vita moderna, non accettare una visione del mondo razionalista, cercare conforto per un dolore, una prematura scomparsa di un familiare o anche conoscere il domani per calmare l'ansia del dopo.

A tutti la Bibbia dice: "Le cose occulte appartengono all'Eterno, al nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figliuoli, in perpetuo, perché mettiamo in pratica tutte le parole di questa legge" (Deuteronomio 29:29).

 


 

     
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